Consiglio del Ministri, via libera al reddito e quota 100

Approvato il decretone: via libera a quota 100 e al reddito di cittadinanza

di fabiana 17 gennaio 2019 22:00
decreto legge, legge di bilancio

Via libera dal Consiglio dei Ministri al reddito e quota 100:è “una tappa fondamentale per questa esperienza di governo, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorale ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero ha detto il premier Giuseppe Conte. Il decretone coinvolgerà  cinque milioni di persone che si trovano in povertà e un milione di persone che potranno andare nel triennio in anticipo in pensione. Ma come funzionano le misure approvate?

REDDITO: per accedere al Rdc sono richiesti una serie di requisiti come spiegato da Luigi Di Maio. 

È necessario essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa; richiesto un Isee inferiore a 9.360 euro annui, un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30mila euro annui, un patrimonio finanziario non superiore a 6mila euro che può arrivare fino a 20 mila per le famiglie con persone disabili. 

Il reddito è una misura di reinserimento nel mondo del lavoro e migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma anche aumentare l’occupazione. 

Il reddito coinvolgerà circa 5 milioni di persone, al di sotto della soglia di povertà assoluta: è già stato stimato che il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole. 

Il reddito ha la durata di 18 mesi: entro i primi 12 mesi la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km – 100 minuti di viaggio, la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e se viene rifiutata la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Per le famiglie con persone con disabilità le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.

Il Reddito può essere richiesto alle Poste Italiane sia direttamente all’ufficio postale in via telematica oppure al Caf.

Spetterà all’Inps verificare se si è in posso dei requisiti richiesti. 

Il Reddito sarà erogato tramite la prepagata di Poste Italiana che non potrà essere usata per il gioco d’azzardo: indispensabile che dopo aver accettato il reddito, il beneficiario dovrà recarsi ai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o reinserimento lavorativo da attuare. 

Attenzione a fornire i dati falsi: si rischiano da 2 a 6 anni di carcere.

Escluso  dal Rdc chi non sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale; non partecipa alle iniziative formative e non presenta una giustificazione; chi non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni; chi rifiuta la terza offerta; chi non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo; chi fornisce dati falsi. 

QUOTA 100: per i prossimi tre anni, dal 2019 al 2021 si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi senza alcuna penalizzazione. Si stima che 1 milione di lavoratori approfitterà dell’opportunità con un investimento di 22 miliardi di euro. 

I lavoratori privati:  dal 1° aprile 2019 per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 e poi ogni 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti; Dopo tre mesi: per chi ha maturato i requisiti a partire dal 1° gennaio 2019. 

I lavoratori pubblici: dal 1° agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti all’entrata in vigore del decreto e poi ogni 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti; dopo sei mesi: chi ha maturato i requisiti a partire dal 1° febbraio 2019. 

Lavoratori scuola e Afam: dal 1 settembre in linea con l’inizio dell’anno scolastico. 

Ai può andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne. 

I lavoratori percepiscono la pensione dopo tre mesi; inoltre le donne lavoratrici a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome con almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018 possono optare per il pensionamento con opzione Donna; i lavoratori precoci potranno andare in pensione con 41 anni di contributi.

Ape Social: prorogata per un anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 l’accesso all’indennità sostitutiva della pensione fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. 

photo credits | think stock

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