Reddito di cittadinanza, arriva la nuova bozza

L’Inps scriverà ai potenziali destinati del reddito, perdita del beneficio per chi rifiuta la prima offerta di lavoro

di fabiana 12 Gennaio 2019 19:45

Il ministro dello Sviluppo economico, nonché vicepremier Luigi Di Maio ha assicurato che il reddito di cittadinanza verrà  approvato dal Consiglio dei ministri del prossimo giovedì, dopo lo slittamento dei giorni scorsi. 

Le ultime modifiche del decreto sul reddito di cittadinanza trapelate confermano che l’Inps potrà scrivere ai potenziali destinatari del reddito di cittadinanza, per avvisarli che ne hanno diritto. L’istituto intanto ha 30 giorni di tempo per predisporre i moduli per fare domanda di Rdc. 

L’Inps è autorizzato ad inviare comunicazioni informative mirate sul Rdc ai nuclei familiari che a seguito dell’attestazione dell’Isee presentino valori dell’indicatore o di sue componenti compatibili con i criteri per l’accesso al reddito di cittadinanza. 

Riporta la bozza come diffuso dall’Ansa. 

Non mancano poi le modifiche: arriva l’obbligo di accettare la proposta di lavoro che arriva dal centro per l’impiego dal beneficio se si rifiuta una offerta di lavoro trascorsi 12 mesi, anche se fosse la prima, pena la decadenza del beneficio. 

Il beneficio, come già anticipato dalle recenti bozze, decade anche per chi “rifiuta una offerta congrua dopo averne già rifiutate due”. La carta sulla quale viene erogato il reddito di cittadinanza consentirà inoltre anche di fare un bonifico mensile per l’affitto, inoltre vengono introdotte anche altre “misure non monetarie ad integrazione del reddito di cittadinanza”, tra le quali verrebbero incluse le agevolazioni per l’utilizzo di trasporti pubblici, le misure di sostegno alla casa, all’istruzione a a tutela della salute.

Salta invece, per il momento, il divieto di utilizzare i soldi del reddito di cittadinanza per il gioco d’azzardo, pena la perdita del beneficio.

Vengono anche rivisti i dati relativi al prelievo in contanti: si va da un massimo di 100 euro al mese per un single, a 210 euro al mese per una famiglia numerosa, da calcolare attraverso una specifica scala di equivalenza (0,4 per ogni componente maggiorenne, 0,2 per ogni minore con un massimo di 2,1, quindi al massimo 210 euro).

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