Flat tax, Conte contro Salvini, scorrettezza istituzionale

Salvini anticipa la manovra sulla flat tax con la presenza di Siri ed è tensione con Conte

di fabiana 15 Luglio 2019 15:00

Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma anticipa dettagli di quella che ritiene che debba essere la manovra economica, si entra sul terreno della scorrettezza istituzionale. 

Queste le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte he lascia trapelare una certa tensione con il vicepremier Matteo Salvini. 

Oggetto della tensione l’incontro che il vicepremier leghista ha avuto con le parti sociali al Viminale anticipando di fatto la manovra economica per il 2019. 

Vogliamo che la manovra economica sia molto anticipata, vogliamo definirne i punti tra luglio e agosto e vogliamo raccogliere i vostri suggerimenti. È l’inizio di un percorso, non vogliamo sostituirci al presidente del Consiglio. 

Ha detto Salvini che si fatto ha urtato la suscettibilità del presidente del Consiglio. 

Non solo. A illustrare il progetto della Lega sulla Flat tax, cavallo di battaglia della campagna elettorale, è stato l’ex sottosegretario Armando Siri. 

Obiettivo dichiarato della flat tax è che ci sia una sola e unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni: l’aliquota sarà portata al 15% fino a 55.000 euro di reddito familiare. Siri parla di grandi benefici “per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti”, di forte impulso dei consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. 

Se si tratta di un vertice di partito, la presenza di Siri va bene. Se è un vertice di governo, la presenza di Siri non va bene. 

Ha commentato anche il presidente del consiglio, fuori da Palazzo Chigi la presenza dell’ex sottosegretario Siri alla riunione al Viminale, una presenza evidentemente non troppo gradita. 

L’ho già detto: la manovra economica vien fatta qui dal ministro dell’Economia e tutti gli altri ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi, e i tempi – tengo a precisarlo – li decide il presidente del Consiglio sentiti gli altri ministri, in primis il ministro dell’Economia. 

Ha concluso Conte ribadendo il ruolo dell’esecutivo. E proprio dallo staff del premier arriva la notizia che da oltre due settimane il presidente del Consiglio sta sollecitando la Lega a dare i nomi dei delegati che dovrebbero rappresentare il partito di Salvini ai tavoli sulla manovra, anche se la Lega non ha ancora fornito alcun tipo di nome. 

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