Colpi di kalashnikov in strada a Marsiglia: “Regolamento fra bande”

Sarebbe stato un regolamento di conti per il traffico di droga. Anche il direttore della polizia di Marsiglia finito nel bersaglio della sparatoria.

di Luca Fiorucci 9 Febbraio 2015 21:15

Sarebbe forse un regolamento di conti tra bande rivali per il traffico di droga la causa della sparatoria avvenuta questa mattina a Marsiglia, nel nord della città, nel quartiere “La Castellane”, una delle zone più calde della banlieue, che è stato completamente bloccato dopo che diversi testimoni hanno riferito di uomini incappucciati che “sparavano in aria” col kalashnikov. Sarebbe finito fra i bersagli della sparatoria anche il direttore della polizia di Marsiglia, Pierre-Marie Bourniquel: dopo i primi spari, egli si è infatti recato subito sul posto, portando con se un comandante della polizia, e, mentre stava arrivando, ha chiesto all’autista di accendere le sirene, ma a quel punto anche la sua auto è stata presa di mira, ed è stata però mancata di qualche metro.

La zona è stata completamente isolata, sono intervenuti quaranta agenti e sono entrate in azione anche le teste di cuoio del Gipn (Gruppo di intervento della polizia nazionale), ed è stato evacuato un asilo della zona: i bambini sono stati portati in un posto più sicuro. Jean-Marie Allemand, sindacalista della polizia di Marsiglia, intervistato da “I-Télé”, ha parlato di “almeno cinque individui in divisa militare armati con almeno due kalashnikov“, e ha aggiunto: “Al 90% è una questione legata al traffico di droga. Non penso sia una sfida lanciata allo Stato, ma succede spesso quando ci sono visite importanti“.

Proprio oggi, infatti, era atteso in città il premier Manuel Valls, assieme al ministro degli Interni Bernard Cazeneuve, a quella dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem e a quello delle aree urbane Myriam El Khomri, per una visita di due giorni incentrata sulla sicurezza e sull’istruzione, in cui Valls avrebbe dovuto parlare della “riduzione senza precedenti dei grandi indicatori della criminalità” nella regione delle Bouches-du-Rhone e nella città di Marsiglia, la più violenta della Francia. La senatrice socialista delle Bouches-du Rhone Samia Ghali, intervistata da I-télè, ha chiesto che il premier non cancelli la sua visita, dicendo: “Lo Stato non può cedere davanti a queste violenze, sarebbe un fallimento“.

Il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, in conferenza stampa, ha invece dichiarato: “Siamo determinati a lottare in modo forte e potente contro i traffici di droga a Marsiglia e in tutta la Francia”.  La polizia ha rinvenuto un arsenale di armi nell’edificio 5 della cité de La Castellane, comprendente sette kalashnikov, giubbotti anti-proiettile e due sacchi pieni di hashish. Il quartiere di La Castellane è infatti, da circa trent’anni, un vero e proprio supermercato della droga, nel quale gli spacciatori controllano chi entra e chi esce nella zona, e dove avvengono spesso regolamenti di conti tra bande rivali che si contendono le piazze dello spaccio: solo lo scorso mese un giovane di 25 anni era stato ucciso a colpi di arma da fuoco.

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