Borghetto Vara, un paese invaso dal fango

Ultimamente l'Italia ha subito il mal tempo, che ha provocato danni ingenti e perfino dei morti. Una delle situazioni più critiche è a Borghetto Vara, il paesino travolto da un fiume di fango.

di Vincenzo Avagnale 27 Ottobre 2011 11:20

Bortghetto Vara era fino a pochi giorni fa’ un tranquillo paesino in una bella zona in provincia di La Spezia, ma il maltempo ed il dissesto idrogeologico l’hanno trasformato in una tomba su cui miserandi soccorritori, tormentati dall’inutilità del proprio intervento, tentano di estrarre i corpi di chi non ce l’ha fatta.

Il paesino è stato letteralmente invaso da un fiume di acqua e fango, che con 550 mm di pioggia caduti ieri ha travolto dalle colline l’innocente centro abitato. Adesso il fango arriva fino e oltre i primi piani delle case, sotto di esso i corpi di due anziani, fortunatamente le uniche vittime umane di questa catastrofe, mentre per quanto riguarda il territorio… sarà difficile anche solo stimare se il paese tornerà a vivere.

Un altro morto ci sarebbe stato nella frazione di Cassana, a pochi passi da Borghetto, mentre una donna di 51 anni anni sarebbe morta per asfissia all’interno della propria auto, travolta dal fango ed impossibilitata a fuggire. Un’amara sorte.

Il comune è circondato da due torrenti di grande portata, come anche il vicino paesino di Brugnato, che anche ha ricevuto un duro colpo, entrambi avevano alle spalle la collina e questo li ha condannati.Il sindaco di Borghetto Vara Claudio Galante ha detto: “pioveva così tanto che la collina ha collassato. Contemporaneamente i torrenti sono usciti dagli argini, è stato orribile vedere il mio paese venire distrutto e non poter fan nulla per evitarlo.”

Intanto gli operatori del 118 coprono il primo corpo degli anziani coniugi estratto dall’interno di una casa allagata dal fango, ad estrarlo il Reparto Sommozzatori del comando dei Carabinieri. Il povero corpo dell’anziana signora è stato trascinato per oltre 300 metri dal punto in cui ha incontrato la sua triste fine.

Adesso è il tempo del dolore e mentre si è impegnati a piangere perfino i più polemici non riescono a protestare, ma nei prossimi giorni si leveranno le voci di chi aveva avvertito che la situazione era a rischio, di chi aveva detto che bisognava prevedere delle protezioni per quella collina senza un albero a fare da collante per il terreno… ma per adesso si odono solo i lamenti ed il terreno fangoso si bagna ulteriormente solo di lacrime.

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