Bersani: “Per Berlusconi donne come bambole. Niente patti con Monti”

Il segretario del Pd ha attaccato il Cavaliere per la sua battuta a doppio senso di ieri e per la sua idea di spostare il Festival di Sanremo.

di Luca Fiorucci 11 Febbraio 2013 23:27

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani, intervenendo oggi a Radio 105, ha attaccato duramente Berlusconi per la sua “scenetta” di ieri con battute a doppi sensi ad un’impiegata, criticando anche gli alleati del Cavaliere:Tra Berlusconi che considera le donne come bambole gonfiabili, Maroni che propone la moneta lombarda e Storace che usa la croce celtica, io dico: ma dove andiamo? Bisogna stare attenti” ha affermato il leader democratico. Bersani ha commentato anche le critiche di Berlusconi al Festival di Sanremo e la sua idea di spostare il festival, dicendo: “Mi auguro che riusciamo a non mettere nei guai il Festival di Sanremo, lasciamolo fare quello, spostiamo qualsiasi cosa ma non il Festival”.

Sulla minaccia del Cavaliere di non pagare il canone se Sanremo fosse diventato il Festival dell’Unità, il segretario del Pd ha scherzato: “Lui ha campato sul dualismo Rai-Mediaset e su questo equilibrio, è inutile che dica “tolgo il canone” quando non lo toglierà, hai mai visto che cambi qualcosa?” Bersani, comunque, non ha mancato di polemizzare anche con il premier uscente Monti:Monti deve scegliere, lo vedo un pò suscettibile francamente. Lo dico con rispetto. Non è che si può pensare di dare bacchettate e ricevere carezze. Non funziona così”. Il leader democratico ha inoltre smentito ogni possibilità di accordo con i “montiani” in Lombardia che, secondo indiscrezioni, potrebbero appoggiare Ambrosoli in cambio di un sostegno del Pd al Professore al Senato: “In Lombardia ci si tenga fuori da ragionamenti tutti politicisti perchè il Pd non fa tavoli o tavolini“.

Bersani ha ribadito che non intende “raccontare favole”: “Non è che non prometto, prometto cose possibili e i giornali dicono che non faccio titolo. Prometto delle cose che sono sfidanti, non delle boutade da cabaret”. Il segretario democratico però ha garantito: “Prometto di esentare una fascia più debole e caricare sui grandi patrimoni immobiliari e togliere dall’Imu i mezzi di produzione delle piccole imprese”. Bersani ha attaccato anche Beppe Grillo, affermando: “Avversario è anche Grillo che spara 1000 euro al mese davanti a dei disoccupati siciliani. Non è moralmente accettabile dire queste cose, andare a Bologna a parlare di Berlinguer e stringere a Roma la mano a Casapound, raccontare democrazia e mettersi al comando da un tabernacolo della rete”.

Il leader del Pd ha infine parlato del distacco della gente dalla politica: “Capisco il disagio della gente verso la politica, ma alla fine bisogna crederci e provarci: io sono pronto ad essere giudicato dalla rabbia e del disagio che capisco benissimo e voglio partire dalla moralità: un parlamentare deve guadagnare come un sindaco e fare norme molto più forti contro la corruzione, il falso il bilancio, i conflitti di interessi, ci sono una lenzuolata di cose da fare“, quindi ha concluso: la politica stufa a volte anche me. Ma la rabbia non basta. Il cambiamento può nascere con un nuovo governo”.

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