Bersani: niente patti per le cariche fra i big

Bersani replica alle illazioni circa ipotetici accordi per la spartizione delle cariche e D'Alema accusa Renzi di remare contro, favorendo gli altri partiti.

di Stefania Calabrese 6 Settembre 2012 11:31

Colpito dalle critiche interne del “rottamatore” Matteo Renzi, il Partito Democratico serra i ranghi. Il segretario generale, Pierluigi Bersani, scrive sul sito ufficiale:

“Non ci sono in corso né patti grandi né patti medi né patti piccoli. Io lavoro per un partito unito, rinnovato, contendibile e senza padroni”.

Niente accordi dunque fra i dirigenti del partito per la spartizione di cariche istituzionali in vista delle prossime elezioni. Allo stesso modo, Bersani respinge le illazioni riguardanti eventuali trattative per patti sottobanco con altri partiti, che stando ad alcuni giornali sarebbero attualmente in corso o risulterebbero addirittura concluse:

“Vedo da agosto in qua su diversi organi di stampa indiscrezioni su ipotetici patti che io avrei fatto o starei facendo per incarichi istituzionali, di partito e di governo. Molto serenamente, semplicemente, ma fermamente, voglio dire che non sono in corso né patti grandi, né medi né piccoli, perché io ho una certa idea del futuro della democrazia”.

A supporto delle proprie affermazioni, il segretario del Pd scrive inoltre:

“Ho chiesto io primarie aperte per la candidatura a premier, anche in deroga allo Statuto, e l’anno prossimo come da statuto avremo il congresso del Pd, che è la forma congressuale più aperta in ogni partito nel mondo”.

Riguardo poi la sua campagna per le primarie e, in caso di vittoria, quella elettorale, Bersani ha ieri dichiarato che queste saranno incentrate sulle problematiche che affliggono il Paese:

“Si sgombri il campo da cose che non esistono e si parli di Italia. Io parlerò di Italia e il prossimo appuntamento è per l’Italia. Gli osservatori tengano conto di questo. Oggi ho avuto un incontro sul Sud e ieri sull’Alcoa e andrò avanti così”.

Contro le esternazioni di Matteo Renzi, arrivato intanto a definire provocatoriamente “nonni” Bersani e D’Alema, si pone quest’ultimo in un’intervista al Corriere della sera, notando “con amarezza” che Renzi sembra essere “sostenuto soprattutto da quelli che il Pd al governo non lo vogliono”. L’ex segretario del PD afferma infatti che Renzi sembra aver lanciato una campagna rivolta “non alla costruzione di una prospettiva di governo ma esclusivamente contro il gruppo dirigente del Pd e tutti i potenziali alleati di governo del centrosinistra”.

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