Al via il processo per il naufragio della Concordia

Il comandante Schettino per la prima volta in aula. L’udienza si è svolta al teatro Moderno di Grosseto per ospitare meglio le centinaia di persone coinvolte

di Daniela Santoni 15 Ottobre 2012 18:52

È entrato dal retro, utilizzando un ingresso secondario del Teatro Moderno di Grosseto, l’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, per l’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della nave naufragata il 13 gennaio scorso all’Isola del Giglio. Schettino, arrivato su una Mercedes grigia, è riuscito così a dribblare i giornalisti.

L’udienza, presieduta dal gip di Grosseto Valeria Montesarchio, si è svolta nel Teatro Moderno, adattato ad aula di tribunale per contenere le centinaia di persone coinvolte nel dibattimento, tra parti lese, avvocati e consulenti. Oltre a Schettino, per la prima volta in aula, ci sono altri 9 indagati tra ufficiali di plancia e personale di Costa Crociere. Schettino è accusato di omicidio plurimo colposo, abbandono della nave e disastro ambientale.

In aula anche il vice di Schettino, Ciro Ambrosio, l’ufficiale Silvia Coronica, i tre membri dell’unità di crisi della Costa Crociere, Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger e Paolo Parodi. L’esito dell’incidente probatorio potrebbe dare anche nuovo impulso all’inchiesta, sebbene l’intenzione della Procura sia quella di chiudere tutto entro fine anno. Si dovranno esaminare sia le posizioni del comandante e dei suoi ufficiali, sia quelle dell’unità di crisi della Costa, per appurare i rispettivi comportamenti e per verificare se l’allarme sia stato dato nei tempi dovuti.

L’udienza potrebbe durare dai 3 ai 6 giorni. Tre giorni sono sicuri: oggi la parola è andata ai periti della Procura, domani saranno sentiti altri esperti, mentre mercoledì 17 sarà il turno dei carabinieri del Ris, per l’esame delle registrazioni audio. A quel punto, poi, potranno prendere la parola gli avvocati di parte civile, che in tutto sono 126, e i loro consulenti, che sono 50. La discussione intorno alle risposte date dai periti sulle 50 domande affidate dal gip potrà dunque impegnare le parti in causa per un’intera settimana. In aula intanto uno dei passeggeri scampati ha voluto stringere la mano al comandante scambiando con lui alcune parole

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