Le imprese chiedono le dimissioni del governo

Il governo deve dimettersi, a chiederlo è una nota congiunta degli imprenditori italiani di Confindustria, che auspicano un governo di solidarietà nazionale come auspica Casini dell'Udc.

di Vincenzo Avagnale 2 novembre 2011 12:15

Le imprese italiane hanno prodotto una nota di intenti congiunta in cui chiedono al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di verificare se il suo governo sia in grado di rispondere immediatamente agli impegni con la Bce in agosto e con il Consiglio Europeo il 28 ottobre e quindi di valutare, in caso contrario, di dimettersi per consentire elezioni e quindi un più veloce accoglimento delle misure necessarie al paese.

Si legge in un comunicato dai toni di un ultimatum, firmato da Confindustria, Abi, Cooperative, Ania e Rete Imprese Italia. Insomma un messaggio netto dall’imprenditoria dell’Italia al governo. “La situazione sui mercati finanziari sta precipitando e il nostro Paese è al centro delle turbolenze internazionali. L’attuale condizione è insostenibile per l’Italia e per gli italiani. Non possiamo continuare ad assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori azionari. Non possiamo correre il rischio di perdere in poche settimane ciò che abbiamo costruito in decenni di lavoro” si legge nella nota.

Poi continua sullo stesso tono: “non si possono più negare i rischi, non si può più dire che non c’è fretta, non si possono più privilegiare considerazioni di modesto cabotaggio politico rispetto all’esigenza primaria di salvare l’Italia. Il tempo è scaduto. I danni sono già ingenti. Dobbiamo arrestare l’emorragia. Dobbiamo evitare che la sfiducia dei mercati e della comunità internazionale ci travolga. Chiediamo al Governo di agire immediatamente, mettendo in atto i provvedimenti che ci sono stati chiesti ad agosto dalla BCE e nei giorni scorsi nel comunicato finale del Consiglio Europeo”.

Infine l’ultimatum: “il G20 di Cannes deve essere l’occasione per presentare i risultati concreti dell’azione di governo. Se ciò non avverrà il governo si assumerà una responsabilità storica nei confronti degli italiani. (…) Ne tragga le conseguenze e lo faccia rapidamente, nell’interesse dell’Italia.”

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