Lo Sviluppo a suon di condoni, ma è polemica sulle pensioni

Si era temuto il ricorso al condono fin da quando Scajola ed i suoi avevano fatto quella levata di capo qualche settimana fa' ed adesso, dopo dinieghi e lo scorno ricompare magicamente camuffato come "Decreto Sviluppo a costo 0".

di Vincenzo Avagnale 25 Ottobre 2011 11:30

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta vivendo ancora un momento difficile di questa sua travagliata legislatura. Da un lato Bruxelles lo vuole indurre ad alzare l’età pensionabile e lui non ne sarebbe scontento, da un altro Bossi gli tira le orecchie gli ricorda che altrimenti può far cadere il governo e nel frattempo Napolitano gli chiede delucidazioni sui condoni ficcati nel Decreto Sviluppo. 

Ce n’è insomma per mettere sotto stress anche una persona decisamente meno sotto pressione di Berlusconi, ma dopotutto è lui a ripetere che il governo non cadrà e che andrà avanti fino al 2013, quindi sono problemi che si è andato a cercare. Dopo aver incontrato Napolitano convoca quindi un Consiglio dei Ministri straordinario.

L’Europa si aspetta dall’Italia un pacchetto completo di misure per la crescita e un preciso calendario per la sua attuazione. Devono essere previste tutte quelle misure che possono contribuire ad aumentare il potenziale di crescita dell’economia italia, facilitando l’attività delle imprese, quindi anche attraverso il sistema giudiziario” ha detto Amadeu Altafaj, portavoce della Commissione Esecutiva Europea.

Queste sue parole al centro del CdM straordinario convocato a così poca distanza dall’ultimo. La Lega ha però espresso tramite Bossi il suo parere con molta chiarezza e nel vertice non c’è stato nessun ripensamento: “è assolutamente impossibile pensare di mettere mano alle pensioni” ha detto Rosi Mauro, una dei fedelissimi di Bossi al Carroccio.

Napolitano invece vuole chiarimenti sul Decreto Sviluppo, nella cui bozza ci sono ben 12 condoni. Si va dalla possibilità di integrare le dichiarazione relative ai periodi di imposta per i quali i termini di presentazione sono scaduti entro il 30 settembre 2011, alla riduzione delle sanzioni e degli interessi dovuti per i ritardati pagamenti di tributi locali e perfino la regolarizzazione del canone Rai. Insomma uno Sviluppo che affonda pesantemente nel fango dell’illegalità condonata a favor di denaro contante per finanziare il paese in difficoltà. Necessità vitale o scelta che neanche dovrebbe essere presa in considerazione? 

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