Escort a Monti: “Fammi pagare le tasse”

La prostituzione è un mestiere che nonostante divieti legali e moralismo è sempre esistito e sempre continuerà ad esistere; tuttavia non è detto che chi lo pratica non voglia contribuire al benessere della società, per questo una escort scrive a Monti chiedendogli di legalizzarla.

di Vincenzo Avagnale 9 dicembre 2011 16:15

Lo stato è in crisi e taglia i servizi, aumenta le tasse ed è costretto a scelte difficili per evitare il default, ma ci sono risorse che neanche si prende la briga di tenere in considerazione, fonti di introiti che rimangono precluse per via di un’illegalità da molti ritenuta ormai bigotta o quantomeno controversa, che quindi impedisce di tassare certi settori come per tutti gli altri. L’appello inviato al Mattino da una escort per il presidente Monti riguarda proprio il settore della prostituzione, che potrebbe fornire al paese un apporto costruttivo invece di costituire un problema ed un impegno costante per le forze dell’ordine.

Scrivo questa lettera, che non so se mai verrà presa in considerazione, perché appartengo a una categoria di persone che tanto vorrebbe pagare le tasse, ma che in questo paese non gli viene permesso. Mi chiamo Marina, e sono una escort, termine abusato negli ultimi anni, ma non ho problemi a definirmi orgogliosamente una “puttana”. Le difficoltà economiche della mia famiglia, nel corso della mia carriera universitaria, mi hanno spinta verso la prostituzione, quale unica alternativa valida, per continuare gli studi a Roma, lontano da casa ed aiutare la mia stessa famiglia ad uscire dalla grave situazione che stava vivendo. Nel frattempo, mi sono laureata ed ho anche pagato due master col mio lavoro di prostituta, lavoro che non lascio per paura dell’incertezza del futuro, che in questo momento come me riguarda molti cittadini italiani.”

Una verità scomoda che emerge dalle parole di una persona che molti preferirebbero non esistesse, ma che invece rappresenta forse una voce dell’inferno che chiede solo un motivo per entrare in purgatorio. Quello di cui parla questa donna non è il solito discorso di una persona senza scrupoli, disposta a tutto pur di arrivare al successo, ma solo di una delle tante persone colpite dalla crisi, che vorrebbe solo contribuire alla crescita del suo paese come fa chi ha un lavoro normale ed aiutare la sua famiglia ad arrivare a fine mese. Per cui continua e propone:

“Legalizziamo la prostituzione. Tanti Paesi Civili Europei, lo hanno fatto da anni. In Italia, la legalizzazione della prostituzione, non solo porterebbe tanti milioni se non miliardi di euro nelle casse dello Stato, ma risolverebbe indirettamente anche il problema dello sfruttamento della prostituzione e della tratta di esseri umani dei quali sono vittime numerose ragazze non solo dell’Est Europa, ma anche del Centro Africa e sempre più anche Cinesi. In Italia, negli ultimi 20 anni circa davanti ad un problema si è preferito chiudere gli occhi facendo finta che non ci fosse, piuttosto che adottare delle valide strategie per risolverlo. Credo che il Governo Monti debba includere nella sua Manovra sul lavoro, anche la possibilità di legalizzare la Prostituzione, che significa altresì far emergere il “lavoro sommerso” di circa 300.000 individui fra donne/trans/uomini che oltretutto risultano per lo Stato disoccupati. Legiferiamo sulla Prostituzione, fateci pagare le tasse, fateci aiutare il nostro Paese.”

Mario Monti è arrivato al governo per fare quelle scelte che i nostri politici non avevano il coraggio di fare: le scelte giuste. Quelle scelte necessarie a superare la crisi, ma che rendono troppo impopolare un politico in vista di nuove elezioni. Quelle scelte che forse fanno storcere il naso all’opinione pubblica, ma che poi servono ad evitare problemi e sacrifici ancora più grandi. Scelte come quelle che Marina, una escort (o come lei stessa ha scritto senza vergogna: una puttana), ha suggerito. Scelte che facciano aprire gli occhi su realtà troppo spesso ignorate o represse senza una logica.

Difficile dire se la proposta di Marina sia lecita ed ancora più difficile sarà che il governo Monti la prenda in considerazione, visto che il suo sostegno parlamentare è comunque retto da coloro che hanno evitato di mettere anche solo in discussione la legalizzazione della prostituzione; tuttavia una cosa è certa: oggi l’Italia sta stringendo i denti ed ognuno, anche una delle tanto chiacchierate escort, sta facendo del suo meglio per il suo paese.

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