Monti lancia l’allarme Sanità: servono nuove forme di finanziamento

Scatta la polemica sulle parole del premier, accusato di voler privatizzare il sistema sanitario nazionale. In serata la smentita: niente privatizzazione.

di Stefania Calabrese 28 novembre 2012 0:32
Mario Monti

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è a rischio, la sua sostenibilità economica potrebbe “non essere garantita”. A dirlo è stato il presidente del Consiglio Mario Monti, il quale ha parlato in proposito di “nuove modalità di finanziamento” cui bisognerebbe pensare per la messa in sicurezza del sistema sanitario.
Immediate le polemiche, che hanno costretto il ministro della Salute Balduzzi a precisare in serata che l’esecutivo non è intenzionato a privatizzare il SSN, di cui anzi “tutto il Governo è fiero”.

 
Effettivamente Monti, intervenendo in videoconferenza alla presentazione del progetto del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed a Palermo, ha fatto riferimento alla  difficile situazione economica generale in cui versano tutti i sistemi sanitari delle nazioni colpite dalla crisi.

“La crisi – ha affermato il premier – ha colpito tutti ed il campo medico non è una eccezione. La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni. La posta in palio è altissima, anche l’innovazione medico-scientifica deve partecipare attivamente alla sfida”.

Una nota di Palazzo Chigi ha poi provveduto a spiegare che le parole di Monti non erano volte a mettere in dubbio il finanziamento pubblico del sistema sanitario, piuttosto, riferendosi alla sostenibilità futura, ha evidenziato la questione dell’opportunità di affiancare al finanziamento a carico dei contribuenti nuove forme di finanziamento integrativo.

”Contrariamente a quanto riportato dai media – si legge nella nota – il presidente ha voluto attirare l’attenzione sulle sfide cui devono far fronte i sistemi sanitari per contrastare l’impatto della crisi. Ciò vale, peraltro, per tutti i settori della pubblica amministrazione. Le soluzioni ci sono e vanno ricercate attraverso una diversa organizzazione più efficiente, più inclusiva e più partecipata dagli operatori del settore. Le garanzie di sostenibilità del servizio sanitario nazionale non vengono meno”.

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