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È nata la zanzara killer: ucciderà i suoi simili

Le zanzare della specie Anopheles stephensi, modificate in laboratorio, potrebbero eliminare presto le loro "colleghe" portatrici della malaria.

di Simona Vitale 20 giugno 2012 10:45
Zanzara

Sono alcune delle nostre peggiori nemiche, soprattutto quando afa e notti insonni ci affliggono, ecco che arrivano loro a darci il colpo di grazia. Parliamo delle tante odiate zanzare, che con puntualmente d’estate giungono a farci visite. Eppure, contro le zanzare portatrici di malattie, tra le quali la malaria, sta per arrivare un nemico appartenente alla stessa famiglia. Parliamo della zanzara killer, geneticamente modificata.

Alcuni ricercatori statunitensi hanno infatti “giocato” con il DNA di una zanzara, modificando l’insetto fino a renderlo incapace di trasmettere la malaria. La zanzara modificata in laboratorio è la Anopheles stephensi, proprio quella che porta una versione della malattia più letale. Inoltre, il nuovo insetto appartiene ad una specie dominante che avrebbe il sopravvento su tutte le altre specie di zanzare comuni. Ragion per cui, secondo i ricercatori, basterà inviare la nuova zanzara “in missione” in quei paesi in cui la malaria miete il maggior numero di vittime. Le altre zanzare, portatrici della malattia, verrebbero così sopraffatte fino ad eliminare, o per lo meno ridurre sensibilmente,  la malaria dalla faccia della Terra.

A destare l’allarme sono i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che rivelano che nel 2010 sono stati oltre 650 mila i casi di decesso per malaria. Tra i soggetti più colpiti, i bambini che vivono in Africa. La situazione, inoltre, sembra destinata a peggiorare. Le zanzare prediligono come habitat naturale i luoghi umidi, come le paludi. Pertanto, a fronte di un clima anno dopo anno sempre più caldo, il quadro prospettato certamente non è dei migliori. L’aumento delle precipitazioni, inoltre, potrebbe favorire l’aumento del numero di laghi e zanzare, favorendo la proliferazione delle colonie di zanzare.

Non ci resta dunque che attendere che la sperimentazione, nata in laboratorio, divenga al più presto reale con la malaria che potrebbe così diventare solo uno spiacevole, ma lontano, ricordo.

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