Lettera shock del serial killer Bilancia: “Ho tanto amore da dare. Vorrei fare il nonno”

Donato Bilancia, uno dei più efferati serial killer della storia italiana, condannato a 13 ergastoli, scrive una lettera dal carcere di Padova, destinata a far discutere: "Ho tanto amore da dare. Vorrei aiutare una famiglia bisognosa con un bambino speciale" ha scritto il killer, autore di 17 omicidi, tutti confessati.

di Simona Vitale 3 Dicembre 2011 13:02

Donato Bilancia, noto serial killer, balzato agli onori della cronaca per aver commesso e confessato 17 omicidi compiuti tra il ’97 e il ’98 e condannato per questi a 13 ergastoli, torna a far parlare di sè. Il serial killer, infatti, dal carcere di Padova, nel quale è rinchiuso, ha inviato una lettera al giornale “Il Gazettino”. Come si legge dal quotidiano, destinataria di questa lettera sarebbe “una famiglia bisognosa, con un bimbo piccolo, magari anche disabile, con cui provare ad instaurare un rapporto nuovo, da ‘nonno’, anche se in condizioni oggettivamente molto particolari”.

”Per problemi legati alla mia coscienza, che è costantemente tormentata dal rimorso per ciò che ho commesso… ho deciso di occuparmi di una famiglia che abbia intanto problemi finanziari, ma che soprattutto abbia al suo interno un bimbo/a speciale”. Queste alcune delle parole della missiva scritta da Bilancia. Come spiega il quotidiano, l’uomo sarebbe eventualmente disposto a parlare con i membri di questa famiglia anche dei suoi reati e delle violenze commesse in passato. La lettera è stata affidata al suo avvocato e alla sua insegnante di francese, Carole Prevalet, nell’attesa di trovare una famiglia che sia comunque disposta ad accettare di conoscere un personaggio non certo qualunque e sicuramente controverso. ”Ho 60 anni e ho tantissimo amore da dare e possibilmente desidererei che questo potesse essere ricambiato” ha scritto il serial killer.

Bilancia è conosciuto come uno dei serial killer più spietati della storia italiana. I suoi primi omicidi furono collegati al suo più grande vizi, ovvero il gioco d’azzardo. Questo accadeva nel 1997. L’anno seguente invece, l’ormai serial killer, iniziò ad accanirsi sulle prostitute. Il 9 marzo, a Varrazze, sparò a una prostituta albanese con cui si era appartato, Stela Truya. Il 18 marzo freddò con un colpo alla testa Ljudmyla Zubskova, prostituta ucraina. Ancora, il 29 marzo, uccise una prostituta nigeriana, Tessy Adobo.

Ad aprile dello stesso anno cominciarono, invece, gli omicidi sui treni. Tanto per citare uno di questi efferati omicidi, ricordiamo quello di sulla tratta Genova-Ventimiglia, di Maria Angela Rubino, donna che Bilancia uccise, masturbandosi poi sul suo cadavere. Il 6 maggio 1998, Donato Bilancia, viene arrestato, mentre stava uscendo dalla sua abitazione senza opporre resistenza. Nei giorni seguenti, confessò tutti gli omicidi dei quali era stato accusato.

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