Ucciso per errore dalla Camorra, si pente il killer di Lino Romano

Il Gip ha disposto l'ordinanza di custodia cautelare per Giovanni Marino, 30 anni, e di altre 3 persone coinvolte nell'omicidio.

di Simona Vitale 2 Dicembre 2012 10:52

Un errore costato la vita ad una persona del tutto innocente. Questa è in sintesi la storia di Lino Romano, ucciso per errore dai sicari della Camorra. Al suo posto doveva morire Domenico Gargiulo. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha confermato il fermo di Giovanni Marino, 30 anni, che lo scorso 15 ottobre uccise Lino Romano, con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare non solo a suo carico, ma anche nei confronti di altre 3 persone che sarebbero coinvolte nell’omicidio di Romano. Parliamo di Anna Altamura, che si è presentata al commissariato di Scampia insieme ai suoi due figli Carmine e Gaetano Annunziata al fine di svelare i retroscena dell’uccisione di Lino Romano.

Anna Altamura è stata rinchiusa in carcere, ma il luogo dove si trova è attualmente segreto in quanto la donna è collaboratrice di giustizia. I suoi due figli, invece, sono stati condotti agli arresti domiciliari in una località anch’essa segreta e in stato di protezione. La donna aveva il compito di inviare un messaggio sul cellulare ai killer per avvertirli che il vero obiettivo dell’agguato, Domenico Gargiulo stava per uscire da casa della fidanzata. Il messaggio, però, non fu inviato e al suo posto fu ucciso un innocente.

Nel corso dell’interrogatorio Gaetano Annunziato ha rivelato agli inquirenti della Diredizione distrettuale Antimafia di avere trovato la foto di Domenico Gargiulo su Facebook, salvo poi mostrarla ai killer. Il destino beffardo ha voluto che Lino Romano uscisse da casa della fidanzata mentre il vero bersaglio, Gargiulo, stava ancora cenando con la fidanzata Flora e la sua famiglia. Domenico Gargiulo, presunto appartenente al clan dei Girati, in aperta Guerra con gli Scissionisti a Scampia, era ricercato dai killer del clan avversario ancora prima che avesse luogo il fallito attentato in Piazza Marinella. La sua morte era, infatti, stata ordinata già qualche settimana prima ai sicari che avevano pensato di eliminarlo nel giorno del compleanno della fidanzata, festeggiato in un locale della zona. Gargiulo si è salvato perché quella sera non si è recato alla festa sopraddetta.

Dopo l’omicidio di Lino Romano i sicari hanno poi riprovato ad uccidere il “vero” Gargiulo mentre si trovava in un bar ma la pistola dei killer si è inceppata e l’uomo si è salvato la vita ancora una volta.

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