Turchia: sono 530 le vittime. Ragazzo estratto dalle macerie dopo 100 ore, il video

di Flavio Li Volsi 28 Ottobre 2011 1:50

Dopo il salvataggio del 19enne rimasto per 91 ore sotto le macerie, l’estrazione dopo 48 ore di una bambina di appena due settimane e diversi altri salvataggi, arriva un’altra notizia che ha del miracoloso: un ragazzo di diciott’anni, di nome Imdak Padak, è stato tratto in salvo dai detriti dopo ben 100 ore dal terremoto da una squadra di soccorso dell’Azerbaijan. Il salvataggio è avvenuto ancora ad Ercis, in provincia di Van, la cittadina maggiormente disastrata dal terremoto che ha colpito il sud-est della Turchia. Di seguito, il video del salvataggio.

Turchia: sono 530 le vittime. Ragazzo estratto dalle macerie dopo 100 ore, il video

Il bilancio attuale parla di 530 morti ed oltre 2000 feriti, mentre il centro anticrisi del primo ministro fa sapere che i salvataggi operati finora sono 185. Gli edifici crollati, invece, sono oltre 5000. I soccorsi continuano, ma le condizioni ambientali rendono tutto più difficile: la zona di Van si trova a 1.750 metri d’altitudine e sono arrivate, oltre al freddo e le piogge gelide, le prime nevicate. In queste condizioni, le persone intrappolate sotto le macerie rischiano la morte anche per congelamento ed ipotermia. Freddo a parte, un grave problema inizia ad essere la mancanza d’acqua: a causa di ciò, diverse persone hanno già registrato malattie respiratorie e dissenterie.

Mentre ad Ercis si cercano ancora le persone intrappolate sotto le macerie, a Van è iniziato il processo di pulizia dei detriti con i bulldozer, ponendo così fine alle speranze di recuperare vite. Oltre ai dispersi nelle macerie, diventa difficile mantenere in vita anche i sopravvissuti: le tende necessarie ad ospitare gli sfollati sono 115.000, ed attualmente ve ne sono a disposizione solo 17.000. A questo proposito la Russia ha inviato 37 tonnellate di aiuti umanitari, mentre le Nazioni Unite hanno inviato diverse migliaia di tende. Anche l’Israele non ha fatto mancare la risposta dopo la richiesta d’aiuto arrivata da Ankara: nonostante i pessimi rapporti tra Turchia ed Israele, quest’ultimo ha mandato un aereo per trasportare cinque case prefabbricate come primo aiuto.

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