Tunisia, ucciso leader dell’opposizione: scontri nel Paese

Chokri Belaid, segretario del Partito dei Patrioti democratici, è stato assassinato davanti alla sua casa. Il premier formerà un esecutivo di unità nazionale.

di Luca Fiorucci 7 Febbraio 2013 0:32

Sono in corso violenti scontri tra polizia e dimostranti in Tunisia dopo la notizia dell’assassinio di Chokri Belaid, segretario del Partito dei patrioti democratici ucciso da due sicari mentre stava uscendo dalla sua abitazione a Tunisi. Belaid, attivista per i diritti umani, era anche impegnato nel contenere le derive islamiste di Ennahda, il partito del premier Hamadi al Jebali. La sua morte ha scosso molto il paese, e migliaia di manifestanti si sono riversati in strada nei pressi del Ministero dell’Interno, gridando slogan, chiedendo le dimissioni del governo e del premier e lanciando sassi, mentre la polizia cercava di respingerli con i lacrimogeni.

Negli scontri è rimasto ucciso anche un agente delle forze di sicurezza, Lotfi Alzaar, 46 anni, che secondo la nota del ministero è morto “per ferite al petto causate dal lancio di sassi da parte dei dimostranti nel corso di una carica per disperdere i manifestanti“. Si sono svolte manifestazioni anche in altre città, e vi sono stati attacchi alle sedi del partito Ennahda, al potere nel paese. Nella capitale è stato approntato un imponente apparato di sicurezza a protezione della sede centrale del partito. In mattinata, migliaia di persone hanno accompagnato l’ambulanza che trasportava la salma di Belaid dalla clinica, dove è morto poco dopo l’attentato, all’ospedale Charles Nicole, dove verrà eseguita l’autopsia.

L’opposizione ha proclamato uno sciopero generale per il giorno dei funerali, non ancora stabilito. Il premier tunisino ha dichiarato: L’uccisione di Belaid è un assassinio politico e l’assassinio della rivoluzione tunisina: uccidendolo hanno voluto mettere a tacere la sua voce”. Il premier ha inoltre annunciato che scioglierà il governo e formerà entro 24 ore un esecutivo di unità nazionale, composto da tecnici. Il partito islamico Ennahda respinge l’accusa di avere delle responsabilità nell’omicidio e “condanna con forza il crimine efferato che ha colpito il politico e attivista per i diritti umani Chokri Belaid“. Il leader del partito, Rachid Ghannouchi, ha attribuito a “forze sovversive” la “responsabilità piena di questo crimine“.

Belaid è stato ucciso con quattro colpi d’arma da fuoco sparati a distanza, e ci sarebbe già una prima immagine girata con la videocamera di un telefonino. Stando a quanto riferito da un portavoce del ministero dell’interno, l’assassino sarebbe poi fuggito a bordo di una motocicletta guidata da un complice. Belaid era il leader di Watad e pochi mesi fa era stato uno degli artefici della riunificazione di vari gruppi di quest’area detta di sinistra “nazionalista” o non marxista. Quest’area politica si era poi collegata al Partito Comunista, per confluire nella coalizione del Fronte Popolare, del quale Belaid era un importante esponente. Martedì sera, questi aveva rivolto un atto di accusa contro il partito Ennahda, sostenendo che gli episodi di violenza in Tunisia sarebbero una conseguenza delle crisi all’interno di quel partito.

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