Tifone Bopha mette in ginocchio le Filippine: quasi 500 morti

Il maggior numero di vittime è stato registrato registrata nelle province di Compostela Valley e Davao Oriental, dove ci sono anche 320 feriti.

di Simona Vitale 6 Dicembre 2012 16:41

Il numero delle vittime del tifone Bopha, che ha devastato le Filippine, è salito ad almeno 475, secondo l’ultimo bilancio che è stato stilato dall’esercito. Il tifone, il più violento dell’anno, ha colpito soprattutto il sud del Paese con interi villaggi che sono stati devastati, case scoperchiate dal vento  e almeno 300 persone che risultano disperse sull’isola di Mindanao. La tempesta è ora diretta verso la Cina o il Vietnam, ma per i soccorritori risulta ancora difficile raggiungere quelle zone che sono rimaste pressoché isolate dopo il passaggio di ieri della tempesta. Strade e ponti d’accesso sono stati infatti devastati e la mancanza di elettricità impedisce le comunicazioni.

La stragrande maggioranza delle vittime accertate è stata registrata nelle province di Compostela Valley e Davao Oriental, dove ci sono anche 320 feriti. Come dichiarato dal ministro degli Interni Manuel Roxas: “Intere famiglie sono state spazzate via”, aggiungendo che diversi corpi sono stati ritrovati anche a 10 km di distanza. Man mano che gli elicotteri riescono ad accedere ai villaggi delle zone interne, le autorità temono di scoprire nuove vittime tra le persone non considerate disperse.

Inoltre, anche nelle aree già raggiunte, invece, dai soccorsi l’impossibilità di seppellire in fretta i corpi fa mantenere alto il rischio di epidemie. Secondo quanto riferito dagli esperti, il bilancio delle vittime avrebbe potuto essere più disastroso senza le precauzioni prese dalle autorità che hanno evacuato circa 170mila persone. La misura è stata decisa dopo che le autorità locali si mostrarono impreparate all’emergenza del tifone Washi di un anno fa, quando morirono più di 1.500 persone.

Dal Davao orientale giunge l’appello alla comunità internazionale da parte della governatrice Corazon Malanyaon, che non sa dove mettere gli sfollati, in quanto tutti i centri predisposti per l’evacuazione sono stati scoperchiati dalla furia del vento e ora sono tutti privi di tetto. Anche la Croce Rossa Internazionale ha lanciato nuovamente un appello.

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