Terrorismo, presto nuovi attentati. FAI minaccia massimo danno

I Servizi l'avevano previsto: gli anarchici pronti a colpire di nuovo. Banche, forze dell'ordine, enti finanziari fra gli obiettivi.

di Stefania Calabrese 24 Maggio 2012 19:04

Gli anarchici torneranno a colpire. L’aveva scritto nel suo rapporto al Copasir il generale Giorgio Piccirillo, direttore dell’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna), all’indomani dell’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo Energia, Roberto Adinolfi, e lo ha ribadito ieri in Commissione affari costituzionali alla Camera.

Oggi la lettera della FAI alla redazione del Tempo lo conferma. Firmata “Kommando Bestia, Federazione anarchica informale”, promette il “massimo danno, soprattutto a livello economico” e si scaglia contro tutti coloro che protestano pacificamente, dai grillini a quella “soldataglia di indignados che prima si lamenta della crisi e poi critica gli scontri di piazza”.

L’Aisi aveva previsto un periodo di stasi in seguito all’attentato di Genova, in cui gli anarchici avrebbero mantenuto un profilo basso per sfuggire al pressing investigativo, mentre si attende ora una “graduale ripresa dell’offensiva“. E’ stata indicata una lunga serie di obiettivi: “interessi greci in Italia e italiani in Grecia, tutta la galassia Finmeccanica, forze dell’ordine, apparato giudiziario, strutture di sfruttamento delle risorse energetiche, forze armate, forniture belliche, banche, strutture di gestione e indirizzo della politica economica, enti finanziari, uffici esazione, tutto il mondo che in questo particolare momento di congiuntura economica viene ad essere privilegiato quasi alla ricerca del ‘consenso’ al dissenso da parte della popolazione”.

La nota positiva sta nel modus operandi che i militanti della FAI hanno adottato, poiché, a dispetto della logica anarchica che presuppone azioni spontanee, in questo caso si denota invece una precisa organizzazione, per cui, una volta arrestati, sarà possibile contestare loro anche il fattore associativo, cosa che in passato non era stato possibile fare.

E’ stato il drammatico contesto causato dalla crisi economica a sollecitare evidentemente il passaggio all’azione armata, pericolo che va a sommarsi ai numerosi episodi verificatisi nell’ultimo periodo, dalle lettere minatorie recapitate ai quotidiani ai danni subiti da Equitalia, alle segnalazioni di eventuali bombe. Per questo va tenuta alta la guardia, per non trovarsi impreparati di fronte a questo clima d’allarme.

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