Allarme terremoto in Garfagnana, polemica per l’avviso dato via tweet

"Non è allarmismo, né scaricabarile", ha specificato il Capo della Protezione Civile, aggiungendo: "E' il frutto avvelenato della sentenza dell'Aquila".

di Stefania Calabrese 1 Febbraio 2013 13:03

Notte in bianco per gli abitanti dei Comuni della Garfagnana, per l’allerta precauzionale diffusa dai sindaci in seguito alle comunicazioni della Protezione Civile e dell‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) riguardo la possibilità di nuove scosse sismiche.

Molti cittadini, soprattutto quelli dei centri maggiormente colpiti dal terremoto del 25 gennaio scorso, hanno deciso di passare la notte nelle proprie automobili, mentre sono stati circa un migliaio quelli che hanno preferito cercare riparo nelle scuole e nei palazzetti dello sport messi a disposizione dalle amministrazioni comunali.

Il terremoto che ci si aspettava non ha avuto luogo e questo ha provocato alcune polemiche, alimentate in gran parte dalla scelta dei sindaci di diffondere l’allarme anche per mezzo dei social network come Twitter. Il tam tam del web ha fatto sì che l’allerta si diffondesse rapidamente e viralmente, ma diversi sindaci si sono detti soddisfatti di come sia stata gestita la situazione.

“Appoggio e sostengo il comportamento dei sindaci – ha commentato il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli – compreso l’utilizzo dei social network”.

Gabrielli ha poi spiegato l’equivoco intercorso fra l’Ingv, che questa mattina ha diffuso un comunicato spiegando di non aver suggerito alcuna evacuazione per la notte di ieri, e i sindaci, che hanno invece preferito allertare la cittadinanza.

“Nessuno ha mai parlato di evacuazione – precisa il capo della Protezione Civile – perché ritenevamo che vi fossero delle condizioni che non modificassero il quadro generale, che resta comunque quello di una situazione di pericolosità”.

Ma essendo la Garfagnana un territorio ad alta sismicità, la nota ricevuta dall’Ingv, che ipotizzava una nuova scossa di magnitudo 3,3 nella zona meridionale, ha spinto gli operatori a notificare le informazioni ai sindaci, che hanno agito di conseguenza.

“Quando la Protezione civile ha deciso di rilanciare l’informazione contenuta nella nostra nota agli amministratori locali – ha spiegato poi un funzionario dell Ingv – è probabile che il linguaggio tecnico, trasferito così com’era, abbia avuto un effetto dirompente su amministratori locali probabilmente già sotto tensione”.

In ogni caso, la situazione è stata gestita in maniera adeguata, senza lasciare spazio al panico e l’intera vicenda si può considerare una valida esercitazione per il futuro.

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