Le 5 storie che ti faranno credere nel karma

Un destino atroce e beffardo che spesso ci sfida e si prende gioco di noi? Forse è bene iniziare a pensare che non tutto sia frutto di semplici coincidenze.

di Simona Vitale 27 Febbraio 2013 11:02

Non credete nel Karma? Ecco per voi, di seguito, 5 storie, messe in evidenza da Cracked.com, che potrebbero aiutarvi a ricredervi. Il Karma è un sistema a punti cosmico inventato dai buddisti per determinare chi ottiene un buon comando quando la prossima partita della vita comincerà. Idealmente, il concetto di “retribuzione karmica” costituisce un incentivo per una persona a condurre una vita migliore e a valutare l’impatto delle sue azioni prima che queste accadano – ma il karma è di solito una cosa a lungo termine.

1) Ladro di segnali di “STOP” morto in un incidente stradale. Tyller A. Meyers, 19 anni, era un ragazzo ribelle che, nel suo  tempo libero rubava dalle strade i segnali di STOP con una Ford F-150. Tuttavia, i furti sono andati ben oltre quello che sembrava un comportamento ribelle post-adolescenziale. Uno dei segnali di STOP era stato appeso con aria di sfida sul muro della sua camera da letto. Meyers era un ladro seriale: è infatti venuto fuori che tanti erano i segnali di STOP spariti dagli incroci delle strade di Norwalk, in Ohio, da poter causare potenziali incidenti mortali.

Una notte, Tyller, è transitato su una delle strade dalle quali aveva rubato il segnale di stop e, dopo aver quindi proseguito per la strada senza badare all’incrocio (non essendoci il segnale) si è scontrato con un’altra vettura ed è morto sul colpo. Non che se lo meritasse, ovviamente, ma la sorte, è il caso di dirlo, è stata davvero beffarda nei confronti di questo ragazzo, definito una sorta di Robin Hood dei segnali stradali.

2) Quando un Dio vendicativo fallisce. Nel 2008, diversi evangelici di destra hanno cercato di mantenere i democratici fuori dalla Casa Bianca trasformando Dio in una super arma meteorologica. Il profeta dietro l’ Operation Weapons of MassDestruction era Stuart Shepard di Focus on the Family. Stuart ha inviato il video ai suoi seguaci, insistendo affinché essi pregassero per una “biblica”, “torrenziale” pioggia che doveva cadere sul discorso dell’allora senatore Barack Obama durante il suo discorso di accettazione l’ultima notte della Convention nazionale democratica, prima delle presidenziali.

Così è stato. A pensarci è stato l’uragano Gustav. Il punto è che esso ha rovinato la convention dei Repubblicani e dell’allora presidente USA George W. Bush, mentre quella democratica ha visto un cielo talmente sereno che è difficile persino da immaginare. Certo, per le presidenziali del 2012, un violento temporale si è abbattuto sul discorso finale di Obama, rieletto poi presidente. Ma poco cosa rispetto all’uragano che, sempre nel 2012, ha costretto i repubblicani a riprogrammare e poi annullare la prima notte della loro seconda “maledetta” cerimonia di chiusura per le elezioni che hanno visto il trionfo di Obama.

3) John Sedgwick pensa che i cecchini siano un mucchio di Clowns. Durante la battaglia di Spotsylvania, nel corso della Guerra Civile Americana, il Nord e il Sud erano contesi a colpi di palle di cannone. Il generale John Sedgwick dirigeva l’artiglieria piuttosto che combattere direttamente, ma non era di certo un lavoro facile il suo. I cecchini semplici erano costantemente posizionati per tenere sotto tiro i suoi uomini quando mettevano i cannoni in posizione. Un giorno, di primo mattino, il suo capo di stato maggiore avvertì Sedgwick di non andare vicino alla linea per la paura della presenza di tiratori scelti.

Quando vide i suoi uomini abbassarsi per la copertura, immediatamente li rimproverò dicendo di vergognarsi di loro. “Che cosa? Vi comportate in questo modo per schivare proiettili singoli? Cosa farete quando apriranno il fuoco su tutta la linea? Mi vergogno di voi. Non potrebbero colpire un elefante a questa distanza”. 

Facile immaginare cosa sia successo dopo. E invece no. Dopo aver completato la frase ed essere rimasto illeso, Sedgwick ha continuato castigare i suoi uomini. Anche se imbarazzati dai suoi ammonimenti, i suoi uomini continuarono a indietreggiare. Un soldato si alzò in piedi e disse al generale che era vivo solo perché aveva schivato una pallottola in una battaglia precedente. Sedgwick cominciò a ridere. Il generale ha poi ripetuto, “Mi vergogno di te, che li eviti in questo modo. Non potrebbero colpire un elefante a questa distanza”. Subito dopo un proiettile attraversò il suo occhio sinistro.

Proprio così: Sedgwick era nella linea di fuoco dei cecchini e derise la morte non una, ma due volte in successione. La prima volta, la morte lo ha risparmiato. Avrà pensato: “Ehi, forse sta solo avendo una brutta giornata. Lasciamo perdere”. La seconda volta, però, la morte non ha avuto altra scelta che fargliela pagare.

4) La terrorista che muore per un messaggio sul cellulare. Ogni Capodanno, in Russia, la Piazza Rossa è assolutamente piena di ubriachi, come accade anche a Times Square. Questo, ovviamente, la rende un obiettivo primario per i terroristi attratti dalle grandi folle. Il piano dei terroristi era abbastanza semplice: una donna con una cintura carica di esplosivi avrebbe dovuto unirsi alla folla della Piazza Rossa per festeggiare il loro Capodanno, dove si suonava e ballava nel 2011, uccidendo migliaia di civili innocenti. Probabilmente è facile immaginare che i terroristi in genere non usino le loro menti migliori e più brillanti come kamikaze.

La donna, infatti, ha ben pensato di non spegnere il telefono che fungeva anche da detonatore dell’esplosivo che portava addosso. Il risultato è stato che quando ha ricevuto un messaggio di “Buon Anno” dalla sua compagnia telefonica, diverse ore prima della festa in Piazza Rossa, la donna è letteralmente esplosa. Da sola. L’attentato non si è consumato e lei, probabilmente, è finita dritta dritta all’Inferno.

5) Il tifoso di hockey colpito da un disco in faccia. Nel 2007, il Chicago Blackhawks stava giocando una partita contro il Colorado Avalanches, e il giocatore dei Blackhawk Steve Sullivan stava giocando duramente. Ha dovuto lasciare per un breve periodo di tempo dopo essere rimasto ferito al volto da un colpo di mazza che avrebbe messo KO qualsiasi uomo normale, lasciandolo in ospedale per una settimana. Il giocatore, invece, è rimasto fuori solo per pochi minuti. Inoltre, un fan del Colorado riteneva che Sullivan stesse avendo una reazione troppo isterica all’infortunio, cominciando così a scagliargli contro insulti mentre questi era ancora fuori dal campo di gioco.

Sullivan rientrò in partita e segnò due gol al portiere Colorado Patrick Roy. Roy, cercando disperatamente di non far entrare il disco in porta, accidentalmente l’ha fatto schizzare via e ha colpito il fan della sua squadra con il disco. Sullivan, essendo un giocatore di hockey e non un santo cattolico, non ha potuto resistere ed è andato a farsi beffe del tifoso, miracolato davvero, sebbene abbia avuto necessità di ricevere più punti di sutura dello stesso Sullivan.

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