Siria, colpito gasdotto, secondo le autorità è opera di terroristi

Nel complicato scenario siriano va ad aggiungersi un nuovo fattore di stress, ossia il possibile intervento di terroristi, che potrebbero far peggiorare ulteriormente la situazione per i manifestanti democratici, che rischierebbero di vedere un'ulteriore inasprimento della sanguinosa repressione operata da Bashar Assad.

di Vincenzo Avagnale 3 gennaio 2012 13:49

La Siria continua a muoversi in un campo minato, dove lo scontro fra le forze democratiche e quelle filo-governative infuria su una scia di sangue, che a tratti viene interrotta da giochi politici internazionali e da preoccupanti fenomeni di terrorismo. Negli ultimi giorni si è fatta sempre più evidente l’inutilità degli osservatori internazionali mandati dalla Lega Araba, che hanno ammesso essi stessi che la propria missione non ha senso fino a che le autorità siriane presenteranno loro soltanto gli scenari che preferiscono; tuttavia nel frattempo peggiorano gli episodi di terrorismo, che fanno sorgere il dubbio se sia opera dei ribelli, dei terroristi o dello stesso governo.

Oggi l’esecutivo ha reso noto che dei “presunti terroristi” hanno fatto esplodere una condotta del gasdotto che rifornisce due centrali elettriche di due importati città del paese: Homs e Rastan; che, manco a dirlo, sono anche fra le città più importanti per la ribellione contro il dittatore Bashar Assad. L’attacco è preoccupante in quanto se la mossa fosse operata dai ribelli sarebbe un atto davvero stupido, in quanto colpirebbero se stessi, mentre il terrorismo islamico sbandierato dall’intelligence governativa che interesse avrebbe a colpire un paese musulmano come la Siria?

Si riapre ancora una volta lo scenario di un attacco intenzionale di Bashar Assad volto a scatenare nell’occidente la paura di una deriva fondamentalista del paese, con cui potrebbe veder autorizzato o quantomeno ignorato nel compiere una repressione ancor più definitiva e distruttiva contro i suoi oppositori in patria.

Secondo le agenzie di stampa di Sana, dal vicino Oman, la rete di distribuzione dell’elettricità verrà velocemente ripristinata, mentre altri black out nel paese non sono da attribuire alle azioni di altri terroristi. Ormai, con questo, si raggiunge quota quattro per il numero di attentati a gasdotti ed oleodotti nella regione della città di Homs, fatto che ormai provoca anche ai paesi vicini forti preoccupazioni per il proprio approvvigionamento di queste risorse.

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