Siria, gli attivisti continuano a morire

Si sperava che con l'arrivo degli ispettori della Lega Araba il conteggio dei morti facessi riscontrare un calo significativo, ma oggi sono stati uccisi altri 29 manifestanti solo a Damasco e per di più poco lontano da un gruppo di osservatori.

di Vincenzo Avagnale 29 Dicembre 2011 16:59

In Siria la situazione continua a degenerare e purtroppo la presenza degli osservatori della Lega Araba risulta non essere un deterrente per la sanguinosa repressione del regime di Bashar Assad, che ha mietuto oggi altre 29 vittime a poca distanza da una delegazione di questi ispettori, che non hanno segnalato alcunché di anomalo; mentre i comitati, non riconosciuti ufficialmente, denunciano vittime e feriti in tutto il paese islamico.

Continua ad essere il web il canale principale della protesta in Siria, fonte che per la sua stessa fruibilità risulta anche facilmente screditabile dal regime, che lo accusa di faziosità dovuta ad interessi specifici di nemici della Siria. Secondo gli attivisti i morti di oggi a Damasco sarebbero dovuti al fuoco della polizia, che ha colpito senza pietà i manifestanti che si avvicinavano alla delegazione della Lega Araba presente in quel momento nella zona di Duma, il più grande sobborgo della capitale siriana.

Ufficialmente la missione degli ispettori sarebbe stata sia di riportare eventuali violazioni dei diritti umani, per tutelare il popolo siriano, ma dare anche garanzie al governo del dittatore di un trattamento equo. Purtroppo sembra che la missione dei delegati della Lega Araba sia soltanto apparenza, continua infatti la violenza quotidiana, mentre l’operato degli osservatori viene definito dall‘avvocato siriano d’opposizione Anwar al-Bunnisolo decoro. Gli osservatori che stanno visitando le sedi delle rivolte sono evidentemente: poco trasparenti”.

L’importante è ricordare che la missione è arrivata in Siria per monitorare la situazione e non per fare un’inchiesta o fare indagini e la sua presenza è legata all’iniziativa della Lega Araba per una soluzione della crisi che Damasco non ha ancora approvato in modo esplicito” ha spiegato un attivista in un’intervista ad Aki Adnkronos International. Ormai risulta evidente che questa missione è solo una facciata e che in realtà i governi dei paesi arabi non hanno un vero interesse ad intervenire per tutelare il popolo siriano.

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