Terrorismo Damasco: una messa in scena di Assad per giustificare la repressione?

I recenti attacchi terroristici a Damasco da parte del terrorismo islamico sembrano, a parere degli esperti della Cia, troppo opportuni per gli interessi del dittatore Bashar Assad, che può così giustificare la repressione contro la popolazione in rivolta.

di Vincenzo Avagnale 25 Dicembre 2011 12:21

Gli attentati di Damasco dei giorni scorsi sembrano davvero troppo opportuni a Marvin Cetron, autore di importanti rapporti sul terrorismo islamico di Al Qaeda, il quale sta preparando un nuovo rapporto per la Cia e l’Fbi sugli armamenti in Medio Oriente al Pentagono. Secondo Cetron ci sarebbero due ipotesi, una delle quali vedrebbe il regime di Assad implicato attraverso i propri servizi segreti per compiere attentati contro la sua stessa nazione!

Cetron avrebbe risposto in questo modo ad un giornalista che gli aveva chiesto se riteneva possibile che gli attentati fossero opera di Al Qaeda: “mi sembra davvero improbabile.” Secondo Cetron infatti all’interno del contesto siriano, tutto islamico, non ci sarebbe alcuno spazio per il terrorismo proposto da Al Qaeda, che non avrebbe ricoperto nessun ruolo negli scontri degli ultimi nove mesi e che quindi sarebbe difficile capire perché all’improvviso avrebbe dovuto attaccare le basi dell’intelligence siriana.

Per il momento è troppo presto per sbilanciarmi sull’ipotesi che Assad abbia volontariamente fatto compiere ai suoi 007 degli attentati contro sedi del suo stesso governo, ma questa possibilità sarebbe estremamente vantaggiosa per il presidente siriano, il quale sta esercitando una pesante repressione e con questi attentati ha una buona scusa per continuare ad agire col pugno di ferro anche con la presenza degli osservatori della Lega Araba che di recente sono stati ammessi nel paese.”

Anche le ipotesi di un attacco da parte della resistenza al dittatore sembrerebbero poco probabili, in quanto le sedi dell’intelligence di Damasco sono estremamente blindate in questo periodo ed i dissidenti continuamente monitorati in ogni modo possibile, quindi sarebbe davvero impossibile arrivarci addirittura con un’auto piena di esplosivo!

Recentemente le forze di Bashar Assad hanno visto una diserzione sempre più massiccia di forze, che va quindi a rafforzare la resistenza, ma è evidente secondo l’analista statunitense che, senza un intervento militare esterno, come in Libia, rimane improbabile che i ribelli possano avere la pur minima possibilità di rovesciare il regime. Secondo Cetron le pressioni messe in atto dalla Lega Araba e dall’Onu sono completamente insufficienti e non daranno luogo a grandi risultati.

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