Sant’Alessio all’Aventino a Roma, scoperto eccezionale affresco medievale 

Rimasto nascosto nell’intercapedine della chiesa romana per 900 anni rappresenta Sant’Alessio e Cristo benedicente. 

di fabiana 29 Giugno 2019 13:30

Una scoperta incredibile: emerge a Roma un magnifico affresco medievale rimasto nascosto quasi 900 anni e risalente intorno alla metà del XII secolo. 

Un ritrovamento esclusivo effettuato dalla storica dell’arte Claudia Viggiani e raccontato in esclusiva all’Ansa: l’affresco è riemerso nascosto da un’intercapedine nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino. I colori lucenti, lo stato di conservazione ottimo e la scoperta è quasi sensazionale perché rappresenta un’iconografia rarissima che mostra personaggi che si riconoscono nella parte del dipinto al momento visibile. Con tutta probabilità si tratta du Sant’ Alessio e del Cristo pellegrino, che si può ammirare per il momento solo parzialmente visto che la parte restante è ancora nascosta sotto il muro. 

Il pellegrino veste un grande mantello color porpora e la mano alzata quasi a voler presentare la maestà del Cristo benedicente accanto a lui.  

Un affresco dalle dimensioni maestose, 90 centimetri di larghezza per oltre 4 metri di altezza, e una parte ancora nascosta sotto il muro: la storica dell’arte spiega l’eccezionalità dei colori per l’affresco realizzato su fondo nero e inquadrato da una cornice policroma perfettamente conservata, mai così in nessun altro affresco medievale. 

Nella chiesa delle origini l’affresco (ritrovato sotto il campanile), occupava la parete della controfacciata, in una posizione di rilievo dovuta anche alla popolarità del Santo. 

Chi ristrutturò la chiesa nei secoli successivi ha voluto murare la controfacciata, ma con l’intenzione di proteggere l’affresco, conferma la storica dell’arte che ricorda anche come, il volto di Sant’Alessio, rimanesse per secoli a disposizione dei fedeli attraverso una feritoia. 

Il ritrovamento, eccezionale, nasce dopo una lunga indagine effettuata a partire da un antico documento: una volta ritrovato il dipinto è stato messo in sicurezza dalla restauratrice Susanna Sarmati con un progetto finanziato dalla Soprintendenza Speciale di Roma guidata da Francesco Prosperetti. 

photo credits | instagram

Commenti