Safia: “Gheddafì mi fece rapire a 15 anni. Ero costretta a fare sesso con lui”

“Nessuno saprà mai cosa ho vissuto veramente, nessuno potrà mai immaginarlo - ha detto la 22enne libica. - Sono diventata la sua schiava sessuale. Sono stata violentata per cinque anni dal rais”.

di Gianni Monaco 16 Novembre 2011 10:43

Qualche mese dopo la morte di Muammar Gheddafi, emergono particolari a dir poco agghiaccianti sulla sua vita. Safia ha 22 anni, ma non la spensieratezza di quella età. Al quotidiano francese Le Monde la ragazza libica ha parlato degli anni di calvario vissuti nell’harem dell’ex dittatore. Per lei testimoniare può essere molto pericoloso, visto che Gheddafi continua ad avere molti sostenitori nel paese africano. La ragazza ha affermato che è stata rapita a soli 15 anni. E’ stata violentata, picchiata, obbligata a partecipare a festini a base di sesso, droga e bevande alcoliche. Con lei compagne di sventure, molte altre donne e ragazzine. Di varia nazionalità: pure italiane.

La testimonianza di Safia sembra perfettamente coerente con quella dell’ex chef del dittatore libico. Faisal, 29 anni, ha spiegato al britannico Daily Mail che Gheddafi aveva una forte dipendenza dal sesso. Ciò lo induceva a prendere enormi quantitativi di Viagra. Spesso l’infermiera era costretta a ricordargli che il medicinale può avere anche effetti letali per la salute. Stando a quanto ha detto Faisal, qualche ora prima di incontrare il principe Andrea nel 2008, il dittatore andò a letto con quattro donne. Le famose “amazzoni”, ovvero le pretoriane di cui era circondato il colonnello, sostengono di aver dovuto fare sesso con lui. Alcune di esse riuscivano a farsi regalare case e denaro. Ma la maggior parte subiva la crudeltà del rais e basta.

Questa è stata anche  la sorte di Sofia. Aveva solo 15 anni, ed era il 2004, quando il rais la vide per la prima volta: stava visitando la scuola della ragazzina. Gheddafi la accarezzò e fece intendere che era sua volontà portarla con sé. Il giorno successivo, stando sempre al racconto fatto a Le Monde, “tre donne in uniforme al servizio del dittatore” la prelevarono e la misero a disposizione del rais. “Nessuno saprà mai cosa ho vissuto davvero, nessuno potrà mai immaginarlo – ha spiegato Safia. – Sono diventata la sua schiava sessuale. Mi ha violentata per cinque anni”. Ora la 22enne libica dire tutto a un Tribunale, ma ha paura: il dittatore, seppur morto, ha ancora degli estimatori. Le donne in Libia, inoltre, sono in una posizione di netta subalternità rispetto agli uomini. Cambierà qualcosa con la fine del regime?

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