Presidenza delle Camere, è stallo. Berlusconi: “Ci chiamiamo fuori”

Nulla di fatto dopo 3 votazioni alla Camera e 2 al Senato. Il Pd tentato da un accordo con Scelta Civica per la Finocchiaro al Senato e Dellai alla Camera.

di Luca Fiorucci 15 marzo 2013 21:32

E’ iniziata oggi ufficialmente la XVII legislatura, con l’apertura, questa mattina, della seduta alla Camera e al Senato. I parlamentari, per prima cosa, sono alle prese con l‘elezione dei presidenti delle due Camere, compito che per adesso, come previsto, si sta rivelando non facile per la mancanza di un accordo fra i vari partiti, e perciò le prime tre votazioni alla Camera, come le prime due al Senato, hanno portato ad un nulla di fatto. Pd, Pdl e Scelta Civica hanno infatti votato scheda bianca, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato per i suoi candidati: Roberto Fico alla Camera e Luis Alberto Orellana al Senato. I presidenti dovrebbero quindi essere eletti probabilmente domani.

Il leader di Sel Nichi Vendola ha auspicato che anche il centrosinistra voti un candidato del M5S a Montecitorio, perchè il Movimento, ha spiegato, “E’ il primo partito d’Italia. E’ bene che qui a Montecitorio abbia gli onori e gli oneri che competono a chi ha vinto le elezioni”. In serata si è cominciato a vociferare di un possibile accordo tra il Pd e Scelta Civica, per eleggere la democratica Anna Finocchiaro al Senato e il “montiano” Lorenzo Dellai alla Camera. Mentre oggi il Pdl sembrava propenso a cercare un accordo con il Pd, che invece “corteggiava” il M5S, Berlusconi, uscendo dall’ospedale San Raffaele, ha invece dichiarato: “Noi ci chiamiamo fuori da ogni trattativa di spartizione delle principali cariche istituzionali“.

Alla Camera, dove la seduta è stata presieduta dal vicepresidente della seduta precedente più anziano, ovverosia Antonio Leone del Pdl, è richiesta alla prima votazione la maggioranza dei due terzi dei componenti dell’assemblea, ovverosia 420 voti, mentre per il secondo e terzo scrutinio è necessaria la maggioranza di due terzi considerando anche le schede bianche, e dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta dei voti (316), contando anche le schede bianche. Al Senato, dove la seduta è stata presieduta dal senatore a vita Emilio Colombo (93 anni), è necessaria alle prime due votazioni la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell’assemblea, ovverosia 161, maggioranza che non ha nessuna coalizione, mentre alla terza basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, considerando anche le schede bianche, e, se anche in questo caso nessuno ha la maggioranza, si procede nel quarto scrutinio al ballottaggio fra i due candidati che hanno preso più voti.

Oggi era il primo giorno da parlamentare per molti “neoeletti“, soprattutto del Movimento Cinque Stelle, che, in attesa dell’assegnazione definitiva dei posti, alla Camera si sono seduti nella parte superiore dell’emiciclo, per quella che il deputato “grillino” Simone Valente ha chiamato su Facebook “l’operazione fiato sul collo“, mentre al Senato hanno preso posto negli scranni centrali. Il loro leader Beppe Grillo, sul suo blog, ha esultato con un post dal titolo “M5S in Parlamento: la storia ha inizio“, dove ha scritto: “Grazie ai cittadini portavoce del M5S questo Parlamento sarà il più giovane e rosa della Storia repubblicana”.

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