Poliziotti ricattavano e stupravano prostitute, accade a Roma

Incutevano terrore anche fra i commercianti stranieri, spesso minacciati e depredati della loro merce o costretti a dar loro ingenti somme di denaro.

di Simona Vitale 31 maggio 2013 12:49
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Dimenticando di dover essere paladini della giustizia, hanno dimenticato cosa fosse la moralità sfruttando la loro divisa di ordinanza per fini ben diversi da quelli riguardanti il garantire un ordinato vivere civile. Parliamo di diversi poliziotti che commettevano violenze, soprusi e intimidazioni. La loro era una vera e propria squadra punitiva che, con furti e minacce, seminava il terrore tra i commercianti stranieri e le prostitute di Roma.

Iscritti nel registro degli indagati, sono ora accusati di diversi reati, fra cui: concussione, estorsione e violenza sessuale. Il brutto giro è stato scoperto grazie alla denuncia di un commerciante straniero in possesso di tutti i permessi in regola per poter svolgere tranquillamente la sua attività. L’uomo tuttavia ha raccontato in Procura di aver subito continue vessazioni senza potersi in alcun modo opporre ai poliziotti che compivano veri e propri furti all’interno del negozio.

I volti dei poliziotti romani in questione erano noti a molti commercianti stranieri che hanno regolari attività commerciali a Roma. Costoro erano depredati della merce dei loro negozi e anche costretti, spesso, a dar soldi ai rappresentanti delle forze dell’ordine sotto minaccia di dover chiudere la loro attività finendo dunque sul lastrico.

Costretti a pagare anche migliaia di euro, per i commercianti era rischioso opporsi. Il rischio era quello di incappare in diversi problemi giudiziari che potevano andare dal sequestro dei magazzini e delle imprese fino a denunce infondate che potevano sfociare nelle aule di giustizia. Un altro elemento inquietante emerso dalle indagini della Procura di Roma riguarda le prostitute. I poliziotti le avrebbero minacciate verbalmente, arrivando in diversi casi anche alla violenza sessuale. Contattate dagli agenti per concordare un incontro, sotto minaccia di essere arrestate e private della libertà, erano costrette a subire rapporti sessuali addirittura con le manette che, senza motivo, erano già strette intorno ai loro polsi.

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