Padre di sei figli si dà fuoco davanti al Quirinale: è grave

L'uomo, costretto al folle gesto dalle ristrettezze economiche, ha riportato ustioni sul 50% del corpo. I testimoni: "Piangeva".

di Stefania Calabrese 18 Ottobre 2012 16:20

Senza lavoro e con sei figli a carico, non riusciva più a garantire la sopravvivenza della propria famiglia, è questa la motivazione che ha spinto un cinquantacinquenne rumeno di Pinerolo a darsi fuoco in Piazza del Quirinale.
Attualmente l’uomo si trova all’ospedale Sant’Eugenio, dove è stato trasportato dal personale del 118 immediatamente intervenuto sul posto. Sembra che abbia riportato ustioni di terzo grado alle gambe e di secondo grado al torace, ma non risulta essere in pericolo di vita.

 
Secondo le forze dell’ordine in servizio presso la Presidenza della Repubblica, testimoni della tragedia e prontamente intervenute, si è trattato di un gesto improvviso, impossibile da fermare. Il cinquantacinquenne si è cosparso di benzina e si è dato fuoco con un accendino.
Un carabiniere, accorso con una coperta per soffocare le fiamme, si è ustionato lievemente a una mano.
Il fatto ha avuto luogo poco prima delle 14.

“Abbiamo visto un uomo a terra e sentito che stava piangendo”, hanno raccontato alcune ragazze che si trovavano nei pressi delle Scuderie del Quirinale.
Una coppia che si trovava sul posto per assistere al cambio della guardia ha poi descritto la scena: “Eravamo appena arrivati in piazza, io e mio marito, quando abbiamo visto un assembramento di forze dell’ordine intorno ad un uomo steso a terra con sopra una coperta marrone. Abbiamo capito che era successo qualcosa di grave. Abbiamo visto che si muoveva ed era quasi del tutto privo di abiti. Subito dopo sono arrivate due ambulanze del 118, una delle quali l’ha portato via girandolo su un fianco mentre lo mettevano sulla barella”.

Un episodio simile era già accaduto ad agosto davanti alla Camera, quando Angelo Di Carlo, un cinquantaquattrenne di origini romane che si era però da anni trasferito a Forlì, si è dato fuoco in Piazza Montecitorio come forma di protesta a causa della propria condizione di disoccupato che da anni lottava con la precarietà. Di Carlo è morto dopo pochi giorni, mentre per l’uomo rumeno protagonista della tragedia odierna c’è speranza che sopravviva, nonostante le ustioni sul 50% del corpo.

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