Non sa leggere l’italiano, sindaco leghista gli nega cittadinanza

La cerimonia di giuramento è stata rinviata di 6 mesi necessari all'operaio marocchino 47enne per imparare correttamente la lingua del Paese in cui vive.

di Simona Vitale 30 Gennaio 2013 11:49

Farà discutere la storia della quale ci giunge notizia da Vigonovo, in provincia di Venezia. Damiano Zecchinato, sindaco leghista del comune veneto, ha negato la cittadinanza ad un operaio marocchino di 47 anni che da 21 anni vive e lavora in Italia. Il motivo sta nel fatto che l’operaio non sa leggere l’italiano. Tutto era pronto per il giuramento, quando il 47enne, forse per l’emozione, si è bloccato prima di pronunciare la formula. Il risultato è stato che il sindaco lo ha rimandato al prossimo mese di luglio.

Ritorni quando avrà imparato bene l’italiano”, queste le parole di Damiano Zecchinato, presidente,  tra l’altro, della Conferenza dei dieci comuni della Riviera del Brenta. La cerimonia di giuramento era stata fissata per ieri alle 10 nell’ufficio del primo cittadino, in presenza dell’ufficiale d’anagrafe comunale e di una dirigente del settore socio-assistenziale che aveva curato tutto l’iter burocratico del marocchino che aveva richiesto la cittadinanza.

A livello documentale era tutto perfetto, non mancava assolutamente nulla. Il cittadino marocchino si trova in Italia ormai da 21 anni e da 13 risiede nel comune di Vigonovo. Come operaio lavora in una ditta padovana che si occupa di sabbiatura dei metalli, uno de tanti lavori, molto duri, che spesso gli italiani si rifiutano di voler fare.

La moglie lo ha raggiunto 11 anni fa e dalla loro unione sono nati due figli che ora hanno 9 e 6 anni. Da tanto attendeva di leggere quella piccola formula, pura formalità che finalmente gli avrebbe regalato l’agognata cittadinanza italiana. La formula recita le seguenti parole: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi, riconoscendo la pari dignità sociale di tutte le persone“. Eppure il marocchino non è riuscito a leggerla. “Non sono mai andato a scuola e non so leggere l’italiano“, ha tentato di giustificarsi timidamente l’uomo. Ragion per la quale il sindaco, dopo essersi consultato telefonicamente con il responsabile prefettizio per l’immigrazione, Antonino Gulletta, ha optato per il rinvio della cerimonia di sei mesi, necessari al 47enne per frequentare un corso d’italiano ed essere in grado di proferire in maniera corretta la solenne formula per ottenere la cittadinanza.

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