Musicista di Notte Taranta muore dopo bendaggio gastrico

L'uomo si era sottoposto ad un bendaggio gastrico e poi era tornato a casa con il benestare dei medici, tuttavia qualcosa è andato storto e dopo due apparenti falsi allarmi è morto.

di Vincenzo Avagnale 17 dicembre 2011 11:30

Giandomenico Caramia aveva 42 anni, originario di Villa Castelli, e di professione era un musicista,  che partecipava con grande successo al famoso festival di musica popolare salentina “Notte della Taranta“, un’iniziativa che propone un genere musicale diffuso principalmente nel Salento, detto “pizzica”, che si svolge in vari comuni fra la provincia di Lecce e della Grecia Salentina. L’uomo è morto in seguito ad un intervento di bendaggio gastrico.

Caramia aveva un grave problema di obesità, che gli aggravava e provocava diverse patologie e che quindi aveva urgente bisogno di dimagrire. Per fare ciò i medici gli avevano suggerita l’intervento, che è stato effettuato apparentemente con successo il 10 novembre scorso.

La gastroplastica verticale con bendaggio gastrico può essere un intervento rischioso, ma tutto sembrava essere andato per il verso giusto, per cui i medici lo avevano mandato a casa per attendere che il loro operato facesse il suo benefico effetto, che in sostanza permette alla persona su cui viene effettuato (in condizioni normali) di perdere appetito, in quanto lo stomaco viene ridotto e quindi rende il suo possessore incapace di mangiare oltre un certo limite.

Caramia era quindi rientrato nell’abitazione di Martina Franca, dove viveva da solo, ma aveva richiamato più volte i medici in quanto per ben due volte aveva ravvisato dei forti dolori, che purtroppo i dottori non sono riusciti ad interpretare come sintomatici, se non come qualche residuo relativamente innocuo dell’intervento.

Così non era ed il musicista si è spento senza che sia possibile determinare con certezza la causa della morte. Adesso sarà l’autopsia a verificare il motivo della morte e verrà probabilmente aperta un’inchiesta per verificare se i medici abbiano qualche responsabilità visto che non hanno saputo capire il pericolo agli avvisi che Caramia aveva loro rivolto.

I colleghi musicisti hanno espresso il loro cordoglio, dicendo che era un membro importante dell’orchestra (suonava l’organetto) e che nel prossimo festival si sentirà certamente la sua mancanza.

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