Taranto: dieci medici indagati per la morte del musicista Caramia

Omicidio colposo. Questa l'accusa per dieci medici indagati per la morte del musicista brindisino Giandomenico Caramia. Si era sottoposto ad un intervento anti-obesità circa un mese prima di morire.

di Massimiliano Dramis 26 Dicembre 2011 12:58

Ancora un altro episodio di malasanità.  Dieci medici dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti e del Camberlingo di Francavilla Fontana sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Taranto per omicidio colposo in relazione alla morte del musicista Giandomenico Caramia.  L’uomo, 42 anni, originario di  Villa Castelli (Brindisi), era organettista e percussionista, ha collaborato più volte con l’Orchestra di musica popolare de “La Notte della Taranta”.

Il decesso era avvenuto il 15 dicembre scorso, all’ospedale di Chieti, poco più di un mese dopo un intervento di gastroplastica verticale con bendaggio gastrico, al quale era stato sottoposto.

Il musicista era morto tra le braccia della sorella,  amava definirsi “cuoco musicante”,  visto che era anche un cuoco apprezzato. Dopo l’intervento del 10 novembre, era rientrato nella sua abitazione di contrada Monte Fellone, a Martina Franca, dove viveva da solo. Circa un mese dopo, l’11 dicembre scorso aveva chiamato il 118 dopo aver avvertito un malore, ma il personale sanitario non aveva riscontrato nessun particolare  sintomo a cui prestare attenzione. Solo due giorni dopo si è sentito male nuovamente ed è stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale civile di Francavilla Fontana , dove, dopo una visita di controllo, è stato dimesso perchè valutato “negativo non preoccupante”. La notte seguente, un nuovo malore mentre in casa c’era sua sorella. Caramia è morto per arresto cardiocircolatorio e a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione degli operatori del 118 giunti sul posto.

Era apprezzato da tutti, tanto che il  sindaco di Villa Castelli  proclamò anche il lutto cittadino.

A sporgere denuncia è stata la sorella di Giandomenico, intenzionata a conoscere la verità sulla scomparsa del “gigante buono”, appassionato di pizzica e tarantella. L’inchiesta compete territorialmente  alla procura di Taranto, visto che l’artista abitava a Martina Franca e lì ha esalato l’ultimo respiro.

L’autopsia è stata disposta per mercoledì 28 dicembre, sarà eseguita dal  medico legale Marcello Chironi, incaricato dal pm Filomena Di Tursi della Procura di Taranto.

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