Moglie di un tassista: “mio marito è una mummia”

Per fare progressi scientifici a volte è necessario sperimentare i metodi di migliaia di anni fa. Questo è il caso della prima mummificazione intenzionale da 3000 anni a questa parte.

di Vincenzo Avagnale 19 Ottobre 2011 10:22

Adesso che si avvicina Halloween di mummie in giro ce ne saranno un bel po’ a Torquay, ma oltre ai bambini c’è anche una mummia vera! Non quella dei film dell’orrore che si risvegliano dopo migliaia di anni da antichi scavi archeologici egizi trasportati all’estero, ma una mummia nuova di zecca.

Allan Billis era un tassista a cui era stato diagnosticato un cancro incurabile, era in casa a godersi quello che gli restava da vivere quando ha sentito alla radio un annuncio curioso: “cercasi volontario con malattia terminale che accetti di donare il proprio corpo per riprodurre una mummificazione con le tecniche di 3000 anni fa”.

Allan è sempre stato un tipo spiritoso e quando ha annunciato alla moglie Jan, tornata dopo aver fatto una spesa, che sarebbe diventato una mummia lei ha riso e poi gli ha chiesto vedendo la sua espressione seria: “stai dicendo sul serio?” Ebbene si, il dottor Stephen Buckley, un ricercatore e chimico dell’Università di York, stava cercando davvero un volontario per eseguire una mummificazione con gli stessi metodi dell’epoca di Tutankhamon.

Il sessantunenne si è quindi recato all’università ed ha stabilito i dettagli con Buckley ed il suo collega Jo Fletcher, un dottore che ha più volte studiato campioni di corpi mummificati. Quando poi è arrivato il momento il corpo del tassista è stato portato all’università. Li si è proceduto ai vari passaggi, con un taglio laterale sul torso sono stati estratti gli organi interni e si è poi riempito il vuoto con biancheria di lino imbevuta di oli profumati.

Non si è effettuata la tradizionale estrazione del cervello tramite ferri arroventati infilati su per il naso, per volontà dello stesso Billis, ma si è poi proceduto regolarmente all’immersione del corpo nei sali detti “natron” (un miscuglio di sale e sabbia facile da reperire sul delta del Nilo) per estrarre l’acqua dal corpo. Quindi si è atteso un mese ed il processo è stato completato avvolgendo in bende di lino il corpo, che verrà seppellito e poi studiato ogni 5 anni per valutarne lo stato di conservazione. 

La moglie, profondamente addolorata per la perdita del marito, ha saputo scherzare dicendo: “mio marito è una mummia, scommetto che sono l’unica moglie di una mummia al mondo” poi ha pronunciato le ultime parole del marito: “peccato solo che non potrò essere presente per godermi la scena della gente che mi vede mummificato, i miei nipotini potranno dire che il loro nonno è come un faraone.”

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