“Mamma” ndranghetista finge anoressia e poi fugge dall’ospedale!

di Vincenzo Avagnale 15 Settembre 2011 16:45

Il boss della Ndrangheta si era fatto ricoverare adducendo una grave forma di anoressia; tuttavia una volta portato in ospedale non è stato sottoposto a piantonamento ed è prontamente fuggito. Il procuratore Gratteri ha commentato: “aveva pianificato tutto nei dettagli”. Il mafioso aveva avuto un ruolo molto importante nella guerra fra clan che culminò nella terribile strage di Duisburg.

LOCRI – Antonio Pelle, pluripregiudicato e boss di una delle più potenti famiglie della Ndrangheta (quella di San Luca), ha messo in atto una tutt’altro che rocambolesca fuga dall’ospedale: si è alzato dal letto e se n’è andato. Si era fatto ricoverare con la scusa di una malattia, ma invece di un piantonamento continuo è stato lasciato solo, alcuni controlli periodici e niente altro. Secondo quanto ricostruito dal procuratore la sua fuga è stata pianificata in modo scrupoloso ed attuata con un’astuzia diabolica. Il mafioso si è fatto inviare di nascosto farmaci dimagranti ed ha sistematicamente evitate il cibo simulando in maniera perfetta i sintomi dell’anoressia. Portato in ospedale non gli è rimasto altro che attendere la fine dell’effetto dei farmaci e mangiare regolarmente per qualche giorno, quindi riprendersi e fuggire.

Gratteri ha spiegato: “Durante il periodo di detenzione grazie ad alcune intercettazioni ambientali, avevamo capito che Pelle, forse con complicità all’interno del carcere, era riuscito ad avere dei medicinali dimagranti. Di questi farmaci, aveva fatto uso spropositato tant’è che era stato necessario ricoverarlo all’ospedale “Pertini”. Dalle intercettazioni ambientali è anche emerso che puntava a scendere velocemente sotto i cinquanta chilogrammi”.

Pelle, quindi, torna ad essere latitante, conosciuto come “Vancheddu”, ma divenuto molto più famoso come “la Mamma”, nome in codice con il quale era chiamato nelle intercettazioni durante la faida di San Luca. Antonio Pellenon è un boss qualsiasi. E’ considerato dagli investigatori uno dei capi della fazione dei “Pelle-Vottari” contrapposti ai “Nirta-Strangio”. In pratica una dei mandanti della strage avvenuta nel 2007 in Germania nella cittadina di Duisburg.

La polizia lo aveva arrestato nel suo bunker (che aveva arredato con il lusso che caratterizza i rifugi dei boss degli ultimi anni) il 16 ottobre 2008, riuscirono a stanarlo dal suo rifugio scavato sotto un capannone industriale ad Ardore Marina (un piccolo paesino vicino Locri a circa 10 km da San Luca). Per la strage in Germania era stato condannato in primo grado a 13 anni di reclusione, principale elemento probante un’intercettazione del ristorante “Da Bruno” in cui saltava fuori il nome “Mamma” la sera in cui furono uccisi i sei uomini vicini alla sua cosca.

Il boss era sottoposto al 41 bis. che gli era stato però revocato con l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Dopo la sua astuta fuga è di nuovo in circolazione. Sale così a 13 il numero di boss e picciotti coinvolti in quella sanguinosa faida fra ndranghetisti; infatti il 13 luglio scorso erano usciti di prigione altri 12 detenuti per quei reati, ma in quella occasione non fuggirono: uscirono perchè la Corte d’Appello, che li aveva condannati ad 8 anni di reclusione, aveva calcolato male i termini entro cui scadeva la custodia cautelare in carcere.

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