‘Ndrangheta, arrestato il boss Condello: era ricercato da 20 anni

Il latitante era a capo della consorteria Condello-Imerti-Fontana operante a Reggio Calabria. Dovrà scontare scontare una condanna all'ergastolo per omicidio.

di Simona Vitale 11 ottobre 2012 10:56

Il latitante della ‘ndrangheta Domenico Condello, di 56 anni, conosciuto anche come Micu ‘u pazzu’, era ricercato da ben 20 anni, cioè dall’ormai lontano 1992. L’uomo è stato arrestato nella serata di ieri dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros. Il suo nome era presente nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia.

Domenico Condello è stato fermato a Rosalì di Reggio Calabria. Il boss deve ora scontare una condanna all’ergastolo per omicidio, ormai passata in giudicato. Non finisce qua, era infatti ricercato per diverse ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni ed altri reati. Il latitante arrestato era a capo della consorteria Condello-Imerti-Fontana operante a Reggio Calabria.

Le forze dell’ordine, soddisfatte del proprio operato, hanno definito l’arresto del latitante come “storico”, in quanto si trattava dell’ultimo Condello ad essere rimasto sulla libero sulla piazza. Da oltre un anno, il suo rifugio segreto era un modesto appartamento di due piani, in via Sabauda, nel rione periferico di Catone. Una sorta di piccolo regno, dunque. Insieme a Condello è stato arrestato anche il suo vivandiere ed autista, un barbiere del rione Gallico, nonché affittuario dell’appartamento dove lo stesso Condello si nascondeva. Il boss, portato in Caserma, ha ammesso le sue generalità e si è anche complimentato con gli agenti per il suo arresto.

Condello viveva sotto falso nome e si spacciava di essere il fratello del suo fiancheggiatore. Immediatamente trasferito alla sede del Ros presso la scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria, il boss è stato interrogato per tutta la notte, salvo poi essere portato, alle prime luci dell’alba, presso il comando provinciale di Reggio Calabria per le foto segnaletiche di ruolo e la notifica di diverse ordinanze di custodia cautelare a suo carico. Nel corso delle prossime ore sarà trasferito nel carcere di massima sicurezza di Messina Gazzi.

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