Lo Ior abbandona le banche italiane, la Santa Sede respinge le critiche sulle norme antiriciclaggio

Lo Ior, Istituto per le opere di religione, non è più cliente di banche italiane. Da circa un anno, gran parte delle attività finanziarie del Vaticano sono state acquisite da banche tedesche. Nel frattempo la Santa Sede respinge le insinuazioni secondo cui dopo l'entrata in vigore della legge anticiriclaggio del 1 aprile 2011, "le normative vaticane non consentirebbero le indagini o i procedimenti penali relativi a periodi precedenti".

di Simona Vitale 9 febbraio 2012 18:17

Lo Ior, Istituto per le opere di religione, non è più cliente di banche italiane. Difatti, da circa un anno, gran parte delle attività finanziarie del Vaticano sono state acquisite da banche tedesche. Il trasferimento è seguito alla decisione presa ed imposta da Bankitalia agli istituti di credito di considerare lo Ior come una banca extracomunitaria. Le banche italiane di cui l’istituto era cliente erano 9, tra cui Unicredit ed Impresa. Il progressivo azzeramento dell’operatività è emerso esaminando i rapporti finanziari acquisiti dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta su presunte attività di riciclaggio legate ad operazioni avviate dalla Banca Vaticana.L’inchiesta è nata in seguito al  maxisequestro di 23 milioni di euro dello Ior, nel settembre 2010, ritenuti oggetto di una movimentazione caratterizzata da omissioni punite dalle norme antiriciclaggio. 

In questa vicenda sono indagati il presidente Ettore Gotti Tedeschi e il direttore generale Paolo Cipriani. Il Tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro del denaro in base ai “rilevanti mutamenti sul piano normativo ed istituzionale” dello Ior in materia di antiriciclaggio. Ricordiamo pertanto l’istituzione dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) del Vaticano, avente compiti di prevenzione e contrasto del riciclaggio e di scambio “a condizione di reciprocità” di informazioni in materia di operazioni sospette. Tuttavia l’Aif solo in un’occasione ha risposto alle domande degli inquirenti romani, titolari delle inchieste relative a diversi procedimenti. In uno di questi, alcuni sacerdoti sarebbero indagati per il riciclaggio di alcune migliaia di euro, come:  Salvatore Palumbo, Orazio Bonaccorsi, Evaldo Biasini e monsignor Emilio Messina. 

Dopo la messa in onda della trasmissione “Gli intoccabili” di LA7 , la Santa Sede ha respinto con forza le insinuazioni secondo le quali, dopo l’entrata in vigore della legge anticiriclaggio del 1 aprile 2011, “le normative vaticane non consentirebbero le indagini o i procedimenti penali relativi a periodi precedenti”.  Grazie ad una nota proveniente dalla sala stampa vaticana, infatti, si legge:

Si precisa che la rogatoria del 2002 non risulta pervenuta in Vaticano. Anche all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, dopo una prima ricerca effettuata negli Archivi, la richiesta di rogatoria internazionale presentata dal Tribunale di Roma nel 2002 non risulta mai pervenuta. Alle altre due è stato fornito regolare riscontro, indirizzato all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. L’affermazione che lo Ior è una banca non corrisponde a verità; lo Ior è una Fondazione di diritto sia civile che canonico regolata da un proprio statuto; non mantiene riserve e non concede prestiti come una banca. Tanto meno è una ‘banca off-shore’. Di fatto, nella citata trasmissione viene usato tale termine non per illustrare il vero carattere e la funzione dello Ior, ma per creare un’impressione di illegalità. Lo Ior si trova all’interno di una giurisdizione sovrana e opera in un quadro normativo e regolamentare, che comprende anche la legge antiriciclaggio vaticana. Lo Ior, così come fanno anche gli enti finanziari italiani, si avvale dei servizi di banche estere (italiane e non) quando essi sono più efficienti e a minor costo. Tutti i movimenti in contanti, poi, sono certificati con documenti doganali. Come prassi, tutti i movimenti di denaro sono regolarmente tracciati ed archiviati…ed è importante precisare che lo Ior controlla e controllava anche i movimenti frazionati per un totale di 15.000 euro nei dieci giorni consecutivi. I soggetti sottoposti agli obblighi della medesima Legge (tra i quali lo Ior) devono eseguire gli obblighi di adeguata verifica: quando eseguono transazioni occasionali il cui importo sia pari o superiore ad euro 15.000, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con una transazione unica o con più transazioni collegate… Pertanto la ricostruzione compiuta nella trasmissione risulta parziale e non contribuisce ad avere un quadro obiettivo della realtà descritta.

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