Liberi i due turisti americani in carcere per spionaggio in Iran

di Vincenzo Avagnale 22 Settembre 2011 9:55

Finalmente è terminata, a Teheran, l’odissea di Shane Bauer e Joshua Fattal, i due escursionisti americani incarcerati dal luglio 2009 con l’accusa di spionaggio.

I due giovani erano stati arrestati al confine con l’Iraq, da cui provenivano, ed avevano sostenuto di aver sconfinato solo accidentalmente visto che stavano conducendo un’escursione in una zona montagnosa, ma le autorità iraniane non ebbero alcun dubbio: “sono spie” disse il portavoce del governo di Teheran. Otto anni di prigione era stata la loro condanna.

Secondo l’avvocato che li ha difesi sono stati infine liberati solo per il pagamento di una cauzione di quasi un milione di dollari, strano come gli iraniani odino gli americani, ma ne apprezzino i soldi… Ad ogni modo Bauer e Fattal sono riusciti, dopo due anni di prigionia ad uscire dal famigerato carcere di Evin, nei pressi della capitale. Un’auto della diplomazia omaniana li ha condotti all’aereoporto(l’Oman ha avuto un ruolo importante nelle trattative per la loro liberazione per via dell’assenza di un’ambasceria americana sul suolo iraniano). Condotti a Mascar, la capitale del sultanato omanita, hanno poi ripreso il viaggio per gli Stati Uniti, ma non prima di aver riabbracciato parenti ed amici. Alcune settimane fa il Dipartimento di Stato americano aveva spiegato con toni di sopportazione che: “la detenzione di Bauer e Fattal è durata anche troppo”.

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