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Drone americano catturato in Iran

Drone americano catturato in Iran

Le accuse reciproche di mala fede fra Stati Uniti ed Iran non vengono neanche più contate e fra i due paesi vige la ferrea regola di sospettare di ogni azione dell’altro, senza perdere nessuna occasione per metterne in luce le macchinazioni, smascherarne i complotti ed accusare di ogni sorta di fatti negativi pur di rivoltare contro l’altro la comunità internazionale. Solitamente questo scopo riesce meglio agli Stati Uniti, che nonostante tutto sembra il più affidabile dei due, ma questa volta l’Iran ha una prova fisica con cui sostenere la sua demagogia contro l’occidente corrotto: un drone dell’esercito americano catturato in territorio iraniano.

Il drone, una complessa macchina aereotrasportata capace di effettuare missioni difficilissime ad un pilota umano o comunque assai più efficientemente e con una sicurezza totale per gli operatori (che possono condurre il mezzo a distanze notevoli), sarebbe penetrato in territorio iraniano per ben 250 chilometri, ma i tecnici di Teheran sarebbero riusciti a tirarlo giù e ad impossessarsene.

Ciò non sarebbe stato fatto con mezzi fisici, cioè con contraerea, mitragliatrici o missili, ma con una complicata operazione informatica. Il mezzo è stato pubblicamente esposto in piazza per esaltare le folle, mentre le televisioni hanno mandato la notizia della sua cattura a tutte le ore.

Ora l’Iran avrebbe inviato una lettera all’Onu, dove ha chiesto ufficialmente di condannare questa “violazione” del suo territorio ad opera degli americani. Nella lettera Teheran sottolinea e mette in guardia contro la “ripetizione” di azioni di questo genere e mette in evidenza che l‘Iranprotesta fermamente contro tale violazione delle regole internazionali da parte del governo americano, che come al solito ritiene importante il rispetto di tali regole solo a suo uso e consumo”.

Incidente molto imbarazzante per la diplomazia Usa, che sta preparando la sua contromossa, ma che difficilmente potrà giustificare una simile penetrazione del territorio iraniano, a meno di non proporre una versione del tutto alternativa a quella di Teheran. L’utilizzo di droni in territorio stranieri è stato fortemente criticato anche dal Pakistan, che accusa gli Stati Uniti di bombardare i talebani senza le dovute autorizzazione sul proprio suolo.

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