Ahmadinejad all’Onu: “basta con questa lagna dell’Olocausto e delle Torri gemelle!”

di Vincenzo Avagnale 23 Settembre 2011 12:02

Il controverso presidente iraniano Ahmadinejad ha ancora una volta raggelato l’Onu, alla cui assemblea ha dichiarato che: l’Olocausto è un’invenzione, le torri gemelle sono state un “tragico” incidente e gli Usa dovrebbero pagare per aver ucciso Bin Laden senza processo.

Il presidente dell’Iran ha provocato l’indignazione dell’assemblea con le sue argomentazioni. Ahmadinejad ha detto senza mezzi termini che l’occidente dovrebbe smetterla di trattare chi nega quella lagna dell’Olocausto con sanzioni economiche e manovre militari, visto che solo la retorica a favore di Israele e del suo stato fantasma (l’Iran non riconosce l’esistenza dello stato di Israele, che appare sulle sue mappe come Palestina) sostiene questa versione dei fatti.

Ha poi continuato insistendo su una sua personale interpretazione degli eventi che hanno visto la distruzione delle Torri gemelle, non un attentato, ma un tragico incidente. A proposito di questa sua fantasiosa coniugazione degli eventi ha anche criticato aspramente gli Stati Uniti per la barbara uccisione di Osama Bin Laden (il leader dell’organizzazione terroristica al-Qua’ida), a cui non è stato concesso un processo e di cui si è addirittura disonorata la salma gettandola in mare.

Poi, quando ormai nell’aula il 90% dei rappresentanti dei paesi del mondo si erano allontanati lasciandolo alle sue invettive, ha attaccato gli USA direttamente, questa volta su una questione considerata da molti paesi vera o comunque una questione su cui bisogna seriamente ridiscutere con lo stato americano: le basi militari statunitensi all’estero.

“Qual è la giustificazione delle centinaia di basi americane, militari e d’intelligence, in diverse parti del mondo” ha chiesto retoricamente il presidente iraniano  “comprese le 268 basi in Germania, 124 in Giappone, 87 in Corea del Sud, 83 in Italia, 45 in Gran Bretagna, 21 in Portogallo. Questa presenza militare americana significa forse qualcosa di diverso da un’occupazione militare? Le bombe dispiegate in dette basi non minano forse la sicurezza di altre nazioni?”

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