Consulta, il Pdl attacca ma Letta dice: “L’esecutivo non rischia”

Il Pdl ancora sul piede di guerra per la sentenza sul legittimo impedimento. Il premier: "Non ci saranno conseguenze da parte di vicende esterne" sul governo.

di Luca Fiorucci 21 Giugno 2013 8:10

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha respinto il ricorso al legittimo impedimento da parte dell’allora premier Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, il Pdl è sul piede di guerra, e molti suoi esponenti parlano di “sentenza politica”. La sottosegretaria Micaela Biancofiore ha addirittura annunciato: “Farò ricorso personale, se il Presidente mi darà il via libera, alla Corte dei diritti e di giustizia europei affinchè possa avere un giusto processo”. Paolo Romani ha assicurato: “Il Governo continuerà e noi continueremo ad appoggiarlo“, ma ha definito “discutibile” la sentenza della Consulta. Ma i fedelissimi del Cavaliere incalzano il governo anche sulla questione del fisco; Daniela Santanchè ha affermato: “Se tra undici giorni l‘Iva aumenta, il governo cade“.

Intanto, il premier Enrico Letta ha incontrato la stampa estera e ha affrontato diverse questioni, facendo innanzitutto un bilancio del suo esecutivo: “Dopo 50 giorni di governo, sento che le cose vanno bene. Avverto energie positive che si stanno liberando. Certo, ci sono tante difficoltà ma il sentimento che provo è positivo: ci sono tutte le condizioni per applicare il programma che ha avuto la fiducia del Parlamento” ha spiegato. Per il premier, comunque, la tenuta del governo non è minacciata dai processi di Berlusconi:Vedo il governo stabile e concentrato sui suoi obiettivi e non credo ci saranno conseguenze di nessun tipo da parte di vicende esterne” ha affermato.

Sulla questione dell‘ineleggibilità del Cavaliere, invece, Letta ha spiegato: “E’ una questione di dinamica parlamentare, il governo non c’entra: mi atterrò e sentirò le indicazioni date” dal Pd, ma “non dò molta importanza a questo tema“. Il coordinatore del Pdl Sandro Bondi lo ha però invitato ad essere più coraggioso su questo argomento: “Entro certo limiti capisco la sua necessaria prudenza e la sua felpata capacità di dissimulare, ma ci sono questioni storiche, politiche e umane, sulle quali non si può democristianamente glissare“. Il premier ha poi scherzato con i giornalisti: “Lo so che tutto ciò che riguarda Berlusconi per voi è fantastico, mentre le cose che vi racconto io sui provvedimenti sono pallose e molto meno vendibili alla pubblica opinione. Ma questo è il mio lavoro…”

Letta ha inoltre confermato che in 18 mesi saranno realizzate le riforme, a cominciare dalla legge elettorale, perchè “votare con questa legge elettorale ci riporterebbe, come nel gioco dell’oca, al punto di partenza“.Quanto al rapporto con l’Unione Europea, il presidente del Consiglio ha affermato che l’Italia deve essere il Paese “più europeista in Europa”, ma  al prossimo vertice europeo “i due grandi temi sono la lotta alla disoccupazione giovanile e l’unione bancaria“, e “su questi due temi crediamo che uscire dal Consiglio Ue con frasi di circostanza e impegni generici sarebbe un autogol che l’Europa non può permettersi”. Sul tema degli esodati, infine, Letta ha assicurato: “Lo affronteremo e lo risolveremo”.

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