La crescita è più lontana

Il Governo prevede recessione anche l'anno prossimo. Il Premier Mario Monti è però ottimista: "Si vede la luce"

di Daniela Santoni 22 Settembre 2012 17:22

Il Governo rivede al ribasso le stime del Pil. Nell’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza operato dall’esecutivo vi sono novità positive e negative. Va letto negativamente il dato sulla crescita che pare rinviata al 2014 mentre è fatto positivo il miglioramento dei conti pubblici. Nel 2012 è prevista una contrazione del Pil del 2,4% mentre del 2013 ci si dovrebbe arrestare ad un -0,2%. Nel biennio 2014-2015 si dovrebbe intravedere la tanto agognata ripresa dell’economia con crescita stimata tra l’1,3 e l’1,5%. Secondo il Premier Mario Monti: “Si vede la luce”.

Il dato che conforta è il risanamento dei conti pubblici. Nei primi otto mesi dell’anno il dato del fabbisogno statale si è ridotto di 13,6 miliardi, anche se lo spettro dello spread conferma imponenti oneri finanziari per lo Stato italiano. Il pareggio di bilancio definito dal capo dell’esecutivo “il nostro cardine” è confermato; “è già nei numeri” secondo il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. Invece per consentire di non aumentare l’Iva dopo luglio 2013 “c’é bisogno di ulteriori risparmi” per evitare l’aumento che  Monti ipotizza sia “sine die”. Per far calare il debito il governo conferma il programma di dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili che delle partecipazioni pubbliche i cui proventi, si stima, ammontano a circa 1 punto percentuale di Pil all’anno.

Considerata la ripresa dell’attività economica e il programma di dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili che delle partecipazioni pubbliche, è prevista una riduzione del debito pubblico dai 123,3 punti percentuali dell’anno in corso, a 122,3% nel 2013, 119,3% nel 2014 e 116,1% nel 2015, al netto dei sostegni erogati o in corso di erogazione ai paesi dell’area dell’euro”, si legge nel comunicato.

“Purtroppo, il Def conferma la spirale recessiva che attanaglia Italia e Eurozona. Le previsioni sul Pil implicano un drammatico aggravamento della disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile. La rotta dell’austerità autodistruttiva e della svalutazione del lavoro genera recessione e allontana gli obiettivi di finanza pubblica”, ha commentato il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina. – “È vero, come dice Monti non siamo fuori dal tunnel. Ma senza crescita ci stiamo a fari spenti”, ha scritto Anna Maria Bernini, deputata del Pdl, su Twitter.

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