Pil al ribasso. Giù la spesa delle famiglie del 3,6%

La crisi abbatte i consumi: giù l'acquisto dei beni durevoli, non durevoli e dei servizi. Ma l'Italia tornerà a crescere, secondo il premier Monti

di Elisa di Battista 11 Settembre 2012 12:20

Un’Italia che rallenta e un Pil al ribasso. È questa la fotografia dell’Istat che ha reso noti i dati sul prodotto interno lordo del secondo trimestre del 2012, che è sceso dello 0, 8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, e rappresenta il dato peggiore dal 2009.

Ma cos’è cambiato, nel concreto, per la vita degli italiani e per l’andamento delle aziende? Innanzitutto le famiglie hanno ridotto la spesa del 3,5%, e ciò è dovuto a diminuzione del 10,1% per quanto riguarda gli acquisti di beni durevoli, del 3,5% per i beni non durevoli e dell’1,1% per le spese legate ai servizi. In calo anche le importazioni di beni e servizi, che sono scese dello 0,4%. Dall’altro lato, sono aumentate dello 0,2% le esportazioni, mentre i consumi finali nazionali sono calati dello 0,7%.

Male anche gli investimenti. È scesa del 3,1% la spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti, e del 3,8% quella per i mezzi di trasporto, dell’1,5% quella relativa alle costruzioni. Se si considerano le flessioni tendenziali, si parla invece del 10,4% per la spesa di macchinari e altri prodotti, del 22,4% per gli investimenti in mezzi di trasporto, e del 6,3% per le costruzioni.

E considerando invece i macrosettori economici, si parla di una diminuzione del valore congiunturale del valore aggiunto dell’1,9% in agricoltura, dell’1,6% nell’industria e dell’1,1% nel complesso dei servizi.

Secondo il premier Mario Monti, però, l’Italia tornerà a crescere. “Questa è la mia attesa”, ha dichiarato in una intervista a Class Cnbc anticipata alle agenzie. Nel lungo termine la crescita arriverà “attraverso un declino dei rendimenti dei titoli di stato italiani, poiché questi tassi d’interesse elevati e persistenti non riflettono ancora i nuovi e migliori fondamentali dell’economia e delle finanze pubbliche italiane, penalizzando sia il governo che ha dovuto pagare alti tassi d’interesse sul proprio debito sia le banche a causa dell’elevato costo del credito”.

“Spero che ciò possa già verificarsi in un orizzonte di breve – medio periodo e non nel lungo termine. Se i tassi – come già sta avvenendo – continueranno a calmierarsi, vi sarà infatti più spazio per investimenti e crescita. In secondo luogo ci auguriamo che anche l’economia internazionale inizi a recuperare terreno”, ha aggiunto Monti.

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