Monti per la crescita prepara il decreto Cresci-Italia

Mario Monti continua imperturbabile la sua azione di governo e dopo le misure anti crisi anche le misure per lo sviluppo sembrano essere ben chiare in mente al premier, che non si fa intimidire dalle domande sulla sua presunta eccessiva preoccupazione per il parere dell'opinione pubblica tedesca.

di Vincenzo Avagnale 29 Dicembre 2011 16:03

Mario Monti esemplifica con una metafora la situazione in cui si trovava il nostro paese alla vigilia dell’intervento del governo tecnico, secondo il premier l’Italia si trovava sull’orlo di un baratro senza parapetto, con troppe forze che spingevano alle spalle. Quello che ha fatto il governo tecnico è stato puntare i piedi per evitare di cadere e, come afferma Monti stesso, “penso che ci siamo riusciti“.

C’erano molti avvoltoi ma non siamo caduti e non ci mangiano, ora dobbiamo fare lo sforzo per allontanarci dall’orlo del burrone e questa non è una metafora ma la realtà. Abbiamo straordinari punti di forza compresa la capacità degli italiani di capire quando si spiega loro cosa è necessario fare” ha spiegato Mario Monti dopo una lunga conferenza stampa indetta per fare un bilancio di fine anno. L’incontro è durato complessivamente due ore e trentacinque minuti e ben 41 giornalisti si sono prenotati per fare delle domande al Presidente del Consiglio.

Ormai Monti ha dato il via a quella che ha definito fase due, che delinea in questo modo: “una soluzione alla crisi non poteva essere neanche affrontata senza il consolidamento dei conti pubblici effettuato con il decreto Salva-Italia. Con il decreto legge ci siamo occupati di conti pubblici, ma l’abbiamo fatto cercando di curare l’equità sociale. Questi due punti saranno presenti nella cosiddetta fase due. Non occorre un’altra manovra, ma la fase della crescita non implicherà larghezza finanziaria. Serviamo la fase del consolidamento puntando alla crescita facendo crescere il Pil. Non faremo molto uso del denaro pubblico, ma dell’equità come leva.”

Poi ha risposto a quanti avrebbero sostenuto che Monti sia troppo preoccupato dell’opinione pubblica tedesca piuttosto che di quella italiana. Al riguardo il premier è stato molto chiaro ed è apparso come al solito incline ad ironizzare sulla vicensa: “non ho complessi nei confronti dell’opinione pubblica tedesca (…) io mi chiedo se non sono stato nominato in parte per dare un segnale all’opinione pubblica tedesca ma questo non dovete chiederlo a me. L’opinione pubblica tedesca segue questo governo con partecipe palpitazione, ho ricevuto il più bel complimento mai ricevuto”.

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