La conquista di Finmeccanica di Tarantini: nuova inchiesta della procura di Bari

di Vincenzo Avagnale 19 Settembre 2011 17:02

Si è appena conclusa l’inchiesta della procura barese sulle escort che Giapaolo Tarantini forniva a Palazzo Grazioli per accaparrarsi del simpatie del premier Silvio Berlusconi, ma a quanto pare questa era solo la punta dell’iceberg del sistema Tarantini; oggi è stata aperta una nuova inchiesta che vedrebbe Tarantini utilizzare lo stesso metodo e l’aiuto di Berlusconi per vincere gli appalti Finmeccanica.

Le indagini partono da una conversazione del premier in cui questi parla di un incontro all’hotel “De Russie” del 21 gennaio 2009. A questo incontro avrebbero partecipato Tarantini, Lea Cosentino (detta Lady asl per le numerose indagini sulle sue presunte irregolarità nelle asl pugliesi), gli imprenditori Cosimo Catalano della “Supernova” di Lecce ed Enrico Intini. Costoro, insieme a Rino Metrangolo (vertice Fincantieri), avrebbero trattato un appalto di 55 milioni di euro che sarebbe stato spartito grazie all’aiuto del presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Il sistema era sempre quello: belle donne in abiti provocanti, banchetti lussuosi ed i “servizi” di queste donne per assicurare a Tarantini ed ai suoi compari l’assegnazione privilegiata degli appalti migliori. Negli atti della procura di Bari compaiono numerosi nomi dei dirigenti Finmeccanica come Domenico Lunanuova (manager di Seicos) e perfino il presidente della holding Perfrancesco Guarguaglini. Le ipotesi di reato sono di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e sfruttamento della prostituzione. Le cose continuano a precipitare per l’imprenditore pugliese, che cadendo si porta con se sempre più nomi eccellenti della politica e dell’imprenditoria.

Bertolaso ha commentato da Perugia: “c’è la volontà di distruggere”. Durante una pausa dell’udienza preliminare per l’inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, citato anche nell’inchiesta barese sulle escort assieme alla stessa Protezione civile, trova il tempo di dire: “è ovvio che c’è la volontà precisa di distruggere una realtà amata e apprezzata da tutti gli italiani e che all’estero si è sempre fatta onore. E’ ovvio che non era assolutamente tollerabile. Perché una protezione civile assolutamente apolitica e apartitica come quella che eravamo riusciti a mettere in piedi non poteva essere accettata da un Paese e da un sistema che purtroppo come vediamo si basa su rapporti politici e partitici”.

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