Intercettazioni, Berlusconi vendeva leggi al re dei farmaci Aleotti

Le intercettazioni avrebbero fatto riscontrare delle nuove problematiche per un presidente del Consiglio ormai dimissionario. Avrebbe favorito il gruppo Menarini con una colossale truffa allo stato.

di Vincenzo Avagnale 11 Novembre 2011 19:50

Ancora una volta il Presidente del Consiglio, ormai presto dimissionario, viene coinvolto in un inchiesta per un inquietante business con Alberto Sergio Aleotti, il patron del gruppo farmaceutico Menarini. Dai documenti che la conclusione delle indagini dei pm Giuseppina Mione, Ettore Squillace e Luca Turco, risulterebbero messi in atto “artifici e raggiri” allo scopo di determinare un aumento ” del prezzo dei farmaci“. Tutto a favore di Aleotti e dei suoi figli Giovanna e Lucia. Coinvolto anche un senatore: Cesare Cursi, del popolo delle Libertà.

Le carte indicherebbero che sarebbe stata messa in atto un’enorme truffa ai danni dello stato, con accuse di corruzione, riciclaggio, evasione fiscale ed un sospetto di ingente finanziamento illecito ai partiti. Ci sarebbero ormai migliaia di pagine, di cui molte rappresentate da intercettazioni. Intercettazioni in cui verrebbero citate moltissime personalità di spicco della politica, di cui per ora nessuna inquisita, tutto per far approvare un disegno di legge a favore del gruppo Menarini. In particolare sarebbe stata importante una cena avvenuta il 6 maggio 2009 a villa Madama, dove Aleotti sarebbe stato invitato. A raccontarlo lo stesso capo del gruppo Menarini in una conversazione con Maria Angiolillo, la “signora” dei salotti romani e vedova del fondatore de “il TempoRenato Angiolillo.

Il presidente mi ha voluto vicino… E a un certo punto ho avuto il coraggio di dire “immagino signor presidente che lei abbia anche influito per quella questione…”. E lui mi ha detto: “Aleotti! C’abbiamo avuto addirittura un incontro a tre”. Gianni Letta e il ministro dello Sviluppo insomma.” Avrebbe detto Aleotti al telefono.

Una vera e propria congiura a cui avrebbero partecipato il fior fiore del Governo Berlusconi, fatto quindi ancora più grave delle precedenti inchieste in cui il solo Berlusconi era imputato di reati come lo sfruttamento della prostituzione od il sesso con delle minorenni. Perfino le inchieste in cui fu coinvolto l’imprenditore Tarantini apparirebbero delle sciocchezze se queste ipotesi di reato dovessero essere verificate.

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