Il governo tassa il cibo spazzatura: “Prima la salute, poi la cassa”

Il ricavato della tassazione si aggirerebbe intorno ai 270 milioni di euro, utilizzati per migliorare strutture sanitarie e favorire l'educazione alla salute.

di Simona Vitale 16 Aprile 2012 16:49

Il Governo italiano ha deciso di dichiarare una vera e propria guerra al cibo spazzatura, il cosiddetto Junk Food. Parliamo di tutti quegli alimenti normalmente ritenuti dai nutrizionisti colpevoli di provocare l’obesità, abbinando un elevato apporto in termini di calorie a scarsi valori nutrizionali. Cibi grassi, succhi di frutta, bibite gassate. “Prima la salute, poi la cassa”, ha dichiarato il Ministro della Salute Renato Balduzzi in un’intervista concessa a Repubblica.

“Il primo segnale riguarda la necessità di migliorare le abitudini alimentari. Mandiamo un messaggio ai consumatori, vogliamo farli risparmiare in termini di salute, cosa che poi si traduce in un risparmio anche per il sistema sanitario nazionale. Si tratta di una piccola imposta e dobbiamo finire di concordarla con le Regioni, che comunque mi sembrano d’accordo su questa impostazione. Per ora stiamo pensando di utilizzare il denaro per migliorare le strutture sanitarie, dal punto di vista delle attrezzature. Si tratta di un settore molto in sofferenza. Quando le risorse sono limitate come in questo momento è più difficile aprire agli investimenti” ha dichiarato il ministro.

Il ricavato di questa tassazione si aggirerebbe intorno ai 270 milioni di euro. Fondi che verrebbero poi utilizzati per migliorare le strutture sanitarie e finanziare nuove iniziative in modo da favorire l’educazione alla salute. Per il momento patatine e merendine, invece, non verranno tassate, ma ci sarà un vero e proprio ultimatum. Se le aziende produttrici di questi cibi non abbasseranno i contenuti di grassi, zuccheri e sodio per renderli più sani, entro il 2014, allora scatterà la tassa. Difatti Balduzzi ha dichiarato: “Quanto alle merendine e agli snack stiamo discutendo con le aziende perché si ottimizzi e migliori la qualità delle produzioni, specialmente quelle dolciarie. Qui al momento non ci muoviamo con la leva fiscale ma cerchiamo l’accordo”.

Secondo il progetto di legge del Ministero ci sarà un prelievo di 50 euro ogni 100 litri per i superalcolici, per un ricavo totale di 24 milioni di euro. Per le bevande molto zuccherate, ma non alcooliche,  il prelievo per litro sarà molto meno esoso, data l’elevata consumazione di bibite gassate e succhi di frutta. La tassa prevista è di 7,16 euro per 100 litri con un ricavato di circa 245 milioni di euro.

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