Bibite gassate, arriva la tassa da 3 centesimi

L'obiettivo sarebbe quello di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle cattivi abitudini alimentari giovanili, ma non mancano le polemiche.

di Simona Vitale 12 Maggio 2012 15:12

Ne avevamo già parlato un mesetto fa. Ci riferiamo all’ipotesi annunciata dal ministro della Salute Renato Balduzzi per ostacolare il consumo del cosiddetto junk food, ovvero il cibo spazzatura, ritenuto dai nutrizionisti colpevoli di provocare l’obesità, abbinando un elevato apporto di calorie a scarsi valori nutrizionali. In poche parole una tassa su bibite gassate, cibi grassi e succhi di frutta.

Il ministro aveva infatti dichiarato:

Il primo segnale riguarda la necessità di migliorare le abitudini alimentari. Mandiamo un messaggio ai consumatori, vogliamo farli risparmiare in termini di salute, cosa che poi si traduce in un risparmio anche per il sistema sanitario nazionale. Si tratta di una piccola imposta e dobbiamo finire di concordarla con le Regioni, che comunque mi sembrano d’accordo su questa impostazione. Per ora stiamo pensando di utilizzare il denaro per migliorare le strutture sanitarie, dal punto di vista delle attrezzature. Si tratta di un settore molto in sofferenza. Quando le risorse sono limitate come in questo momento è più difficile aprire agli investimenti.

Una tassa da 3 centesimi su una una bottiglietta di aranciata o qualunque bibita gassata e zuccherata da 33 cl. Secondo Balduzzi un prelievo di 3 centesimi non andrebbe ad influire né sul consumatore né sul produttore, ma sarebbe in ogni caso utile per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema troppo spesso sottovalutato. Ovvero il consumo eccessivo, da parte soprattutto dei più giovani, di bibite gassate abbinati a veri e propri cibi spazzatura. Pronte sono arrivate le critiche. Difatti i produttori ritengono inaccettabile e discriminatoria una tassa che vada a colpire esclusivamente le bevande analcoliche. Secondo Assobibe, associazione dei produttori di bevande analcoliche, in Italia i consumi di queste bevande sono stagnanti da circa dieci anni e di molto sotto la media dell’Unione Europea, sicché una tassa del genere sarebbe inutile.

La tassa viene bocciata anche dal Codacons che, per mezzo del suo presidente Carlo Rienzi, spiega quanto la tassa stessa sarebbe ipocrita, volendo il Governo, con la scusa della preoccupazione per la salute dei cittadini, mettere mano nelle tasche dei cittadini, aumentando il costo delle bibite gassate. La Coldiretti, invece, propone una soluzione alternativa che consisterebbe nell’aumentare la quantità di frutta nelle bibite che oggi contengono appena il 12% di succo di frutta autentico, in modo da migliorare la qualità dell’alimentazione soprattutto giovanile.

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