Drunkoressia, cos’è e quanti sono i malati italiani

In crescita il numero delle persone affette da tale disturbo alimentare che arriva direttamente dai Paesi anglosassoni.

di Simona Vitale 6 febbraio 2013 16:18

Emanuele Scafato, responsabile dell’Osservatorio nazionale sull’alcol dell’Istituto Superiore della Sanità, affronta quella che sembra essere una nuova emergenza generazionale. Parliamo della drunkoressia. Queste le parole del professore in un’intervista concessa a Il Messaggero:

È un fenomeno di cui tenere seriamente conto. È urgente avviare politiche di prevenzione. All’Iss abbiamo riscontrato che il numero di consumatrici a rischio era più altro tra le ragazze magre. Sono il 12 per cento di quelle a rischio tra gli 11 e i 15 anni. È un cosiddetto evento sentinella, che ci indica la necessità di tenere d’occhio un nuovo fenome. Arriva dai Paesi anglosassoni, dov’è già molto in voga tra le ragazzine. Emulano un modello che viene dal mondo della moda. Le modelle si sottopongono a diete rigorose, cercando di eliminare gli alimenti nutrienti. Sono state le prime a scoprire che bere può aiutare a dimagrire, fornendo un senso di sazietà e quel minimo di calorie che servono per sopravvivere, così da fare a meno dei nutrienti. Al tempo stesso, avendo in precedenza digiunato, possono permettersi di bere durante i vari eventi, senza il timore di ingrassare .

Per drunkoressia intendiamo quella che può diventare una vera e propria abitudine a rinunciare alla cena per bere di più. Insomma rinunciare alle calorie di un’abbuffata alimentare sostituendole con quelle di un’abbuffata alcolica. Tra i circa 3 milioni di giovani italiani affetti da disturbi alimentari, il 10% di essi soffre proprio di drunkoressia.

La tipica persona affetta da questo disturbo è donna, adolescente e insicura. Il bere aiuterebbe a migliorare i rapporti sociali, mentre il non mangiare aiuterebbe ad ubriacarsi ancor più rapidamente. Come asserisce Laura Della Ragione, referente del Ministero della Salute per i disturbi alimentari a Il Messaggero: “I drunkoressici sono già 300mila, in prevalenza tra i 14 e i 17 anni, l’80 per cento ragazzine. Ma il numero è in continuo aumento e in dieci anni non ci sarà più nemmeno prevalenza di genere”.

Come accade con ogni tipo di disturbo alimentare anche i drunkoressici lasciano delle tracce che possono permettere di individuare il disturbo e che dovrebbero essere colti da parenti e amici del soggetto che ne è affetto. Primissimi segnali sono rappresentati dal rifiuto dell’adolescente di avere relazioni sociali, così come l’isolamento dalla famiglia nelle ore dei pasti. Campanelli d’allarme possono essere rappresentati anche da eccessi di aggressività e sbalzi d’umore. Da un punto di vista prettamente fisico, invece, il problema col cibo può manifestarsi con tachicardia e sudorazione.

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