Dieci milioni per la parata militare. E per i terremoti?

Tanti i soldi spesi per le opere più inutili, ma non un centesimo per i terremotati e per la prevenzione di tali disastri.

di Elena Arrisico 29 Maggio 2012 18:15

Il prossimo 2 giugno verranno spesi ben 10 milioni di euro per la parata militare dedicata alla festa della Repubblica, ma per i terremotati dell’Emilia Romagna non c’è neanche un centesimo, così come non ce n’è per fare prevenzione sui terremoti – prevenzione che eviterebbe morti, feriti e danni inutili – o per liberare i fiumi dell’aggressione cementizia ed evitare alluvioni.

Viene naturale domandarsi il perché di un simile spreco, specialmente perché non si riesce a capire quale sia il motivo di una costosa parata militare, quando l’articolo 11 della nostra Costituzione ripudia la guerra. Lo scorso anno, questa parata è costata 4,4 milioni di euro e neanche quest’anno sarà da meno: “Insistere nel voler festeggiare la Festa della Repubblica con una costosa ed anacronistica parata militare, nel pieno di una delle crisi economiche più gravi che sta attraversando il nostro paese, è una scelta profondamente sbagliata: uno schiaffo a chi perde il posto di lavoro e non arriva alla terza settimana del mese“, ha dichiarato Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci!, prima del terremoto in Emilia Romagna.

Occorreranno non meno di 10 milioni di euro, che naturalmente non abbiamo e nessuno finora ha seriamente parlato di finanziamenti“, ha dichiarato Aldo Modonesi – delegato ai Lavori Pubblici e alla Prevenzione e Protezione Civile – parlando di una primissima stima per riparare i danni provocati dal sisma, che continuano ad aumentare.

Dunque, non si vuole dire di no alla parata militare che, in tempo di crisi e nella situazione particolarmente fragile in fatto di (non) sicurezza in cui si trova il territorio italiano, verrà comunque fatta. Intanto, continuano le scosse in Emilia Romagna, si continuano a contare i morti, i feriti ed i danni, mentre si continua a non far nulla per evitare tutto ciò, quando invece sarebbe l’ora di iniziare ad investire in sicurezza, risparmiando da 5 a 7 volte rispetto a quanto si spende in emergenza e salvando delle vite.

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