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Dettagli sulla vicenda delle api del Monte Athos: perché le immagini sacre restano intatte

Sta girando nuovamente oggi 17 settembre sul web una serie di immagini riguardanti le famosi api del Monte Athos in Grecia, al punto da alimentare ancora una volta una bufala con connotazioni religiosi. Cerchiamo di capire bene questa storia, considerando il fatto che l’immagine ad inizio articolo sta girando moltissimo sui social e alimenta quello che sembra essere a tutti gli effetti un caso di disinformazione.

Alcune precisazioni sulle api del Monte Athos

In cosa consiste esattamente la storia delle api del Monte Athos? Le immagini in questione ci mostra appunto uno sciame d’api intento a realizzare un alveare all’interno di una chiesa in Grecia. La particolarità di queste immagini consiste nel fatto che vengono sistematicamente ignorate le immagini sacre. Insomma, stanno circolando immagini che hanno un profondo significato mistico e che a conti fatti inducono tanti cattolici ad invocare il miracolo. Ci sono però delle questioni da approfondire, come ha riportato il sito Bufale.net in queste ore.

A quanto pare, infatti, ci sono diverse spiegazioni dietro un fenomeno del genere. Si va dall’oro che spesso si trova all’interno delle immagini sacre e che per le api del Monte Athos potrebbe agire da repellente, oltre al fatto che la tipologia di superficie, decisamente meni ruvida rispetto a quella circostante, rende più complicato il completamento dell’alveare. Appare dunque complicato che ci possa essere una spiegazione religiosa dietro questo fenomeno, senza dimenticare il fatto che stiamo parlando di immagini che circolano in Rete da anni.

Che idea vi siete fatti delle api del Monte Athos in Grecia? Ritenete possibile un fenomeno come quello descritto poco fa? Fateci sapere con un commento a fine articolo, nel caso in cui doveste avere delle competenze così specifiche su un argomento del genere.

Sulle scoscese pendici del Monte Athos, la tradizione apistica affonda le proprie radici in un’eredità monastica millenaria. Dai tempi dell’Impero Bizantino, i monaci della Repubblica Teocratica coltivano un profondo rispetto per le api, considerate simbolo di operosità, purezza e devozione spirituale. In questo territorio incontaminato e privo di inquinamento industriale, l’apicoltura non ha mai subito le logiche dello sfruttamento intensivo. I religiosi impiegano tuttora metodologie tradizionali per raccogliere un miele pregiato, arricchito dalla straordinaria biodiversità della flora locale. Per le comunità monastiche dell’Athos, la cura degli alveari e la produzione della cera per le candele liturgiche rappresentano non soltanto una fonte di sostentamento economico, ma un vero e proprio atto di preghiera e contemplazione del Creato.

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